Partiti un decennio or sono con le rivisitazioni
elettroniche delle più famose sinfonie
classiche, i polistrumentisti Uffe Savery &
Morten Friis hanno travalicato la notorietà
locale solo l'anno scorso con l'hit "Played-A-Live",
capace di coniugare al meglio i virtuosismi percussivi
ai canonici suoni trance della dance europea.
Quale idea migliore poteva esserci per tentare
di imporre Safri Duo anche al di là degli
ormai stretti confini continentali se non quella
di restaurare un classico, ancorché relativamente
recente, del pop d'oltreoceano?
Il barbuto Michael Mc Donald, ex Doobie Brothers
e Steely Dan, personaggio di prima grandezza nello
starsystem americano, ha ricantato per l'occasione
uno dei suoi pezzi più conosciuti, quello
"Sweet Freedom" che nel 1986 faceva
parte della colonna sonora di "Running Scared".
La parte strumentale, interamente suonata dal
duo danese, è invece stata registrata durante
una loro trionfale trasferta giapponese. Il risultato
dell'assemblaggio è una rivisitazione assai
lusinghiera dell'originale che, francamente, colpiva
per la melodia ma mancava di grinta nell'orchestrazione
leggerina tutta nacchere e campanellini.
L'intro tirato dalla cassa, con un basso di mero
sostegno, è una fantasia di maracas, congas
e tamburelli nello stile rinomato del duo. Tuttavia
tanto le percussioni quanto le tastiere in crescendo,
pur liberandosi appieno nel ritornello, rimangono
sempre ad un livello discreto, quasi rispettoso
del feeling proprio del celebre evergreen. Piuttosto
prevedibili alcune soluzioni, come l'innesto tardivo
del beat sull'attacco delle strofe o come il break
piazzato sull'inciso dopo il secondo riff, ma
il nuovo arrangiamento si amalgama al meglio con
la parte vocale e l'esito appare veramente omogeneo,
a mio parere migliore e senz'altro più
dinamico di quello dell'epoca.
Il remix by Tillmann Uhrmacher & Stefan Fornaro
alza il bpm di una base percussiva perennemente
riverberata. I versi delle strofe sono distanziati
tra loro così come il refrain si allontana
dal naturale sbocco dell'unica strofa (la prima)
qui presente. Consueto il lungo break centrale,
etereo e rarefatto, con suoni da cattedrale sui
quali si appoggia in modo naturale la voce di
Michael. Scontati anche l'ingresso del synth e
la lunga rullata ad anticipare la ripresa finale
che, però, rimane sempre ad uno stato piuttosto
involuto.
In luogo della versione di Jan Driver, la stampa
italiana del vinile propone un provvidenziale
megamix dei precedenti successi di Safri Duo (compreso
questo), miscelati dalle abili mani di Mauro Miclini,
una delle eminenze grigie di Radio Deejay e già
miscelatore di numerose compilation dance. Così
a "Sweet Freedom" si affiancano l'energia
solare del citato "Played-A-Live", i
suoni di velluto di "Samb-A-Dagio" e
la nordica saudade di "Baya Baya".
Pare inoltre che l'operazione avrà presto
un illustre seguito: sarebbe sulla rampa di lancio,
diritti permettendo, il remake di "Higher
Love", comprendente l'altrettanto mitica
ugola di Mr. Steve Winwood.