Dimentichiamo per un attimo che Tommy Vee sia
stato nella Casa (ed i pochi che ancora non lo
sapevano facciano finta di non saperlo ancora
per un po’…): sicuramente la partecipazione
al GF4 ha proiettato Tommaso Vianello ad un livello
di popolarità che mai si sarebbe sognato
da “semplice” DJ-produttore, ma ricordiamoci
che il baldo veneziano era già “qualcuno”
ancor prima di entrare nei televisori nazional-popolari.
Che poi la visibilità ottenuta venga abilmente
e logicamente sfruttata dal punto di vista commerciale
(reclamizzata tournèe estiva nelle discoteche,
l’ammiccante marchio “99 Days In Da
House” a cui sono dedicate compilation e
linea d’abbigliamento, la pubblicazione
di questo singolo posticipata ad arte…)
sta nell’ordine delle cose.
Naturale conseguenza della sovraesposizione mediatica
è che al Tommy nazionale vengano ora interamente
addebitati onori & disonori di ogni progetto
musicale al quale abbia pur minimamente partecipato,
dimenticando che la sua “carriera”
discografica si è dipanata sotto l’ala
protettrice degli abilissimi Frankie Tamburo &
Mauro Ferrucci (aka T&F) ed in simbiosi con
il collaudatissimo collettivo della Airplane.
Il progetto “La Serenissima”, uscito
a fine 2003, lo vede appunto affiancato ai T&F
ed insieme ai fidi Kelly Pitiuso (aka DJ Keller)
& Francesco “Sisco” Giacomello
(il quale curò le affascinanti versioni
“lounge” su “Point
Of View” dei DB Boulevard e su “Dove”
di Moony) con i quali forma i Moltosugo. Il brano,
che ha saputo risollevare le sorti un po’
declinanti del team, è un elegantissimo
adattamento dance dell’omonima composizione
classica del maestro Giampiero Riverberi, pubblicata
nel 1981 nell’esecuzione dell’orchestra
Rondò Veneziano.
L’idea era di per sé abbastanza coraggiosa,
dal momento che, come prevedibile, la creatura
stenta a trovare una propria collocazione (lievemente
pacchiana per il club di tendenza, troppo raffinata
per la pista della domenica pomeriggio, non abbastanza
immediata per i network FM), ma il gusto con cui
la melodia viene fusa alla nuova ritmica e la
misura con cui l’assemblaggio viene tecnologicamente
trattato (grazie alla perizia dell’uomo-di-studio
Roy Malone) sono, a mio avviso, di assoluto livello.
Come stra-annunciato da qualche mese, “La
Serenissima” diventa ora “Stay”
in virtù del testo appositamente scritto
ed interpretato dal troneggiante Ce Ce Rogers,
indimenticata voce dei capolavori “Say It
Again” e “Can We Live” dei Jestofunk.
A primo acchito (come spesso capita), l’effetto
può essere contrastante: la parte vocale
forse sottrae fascino e prestigio alla maestosità
della traccia originale oppure si ha l’impressione
dell’integrazione sovrabbondante ed esagerata
di una traccia già di per sé molto
ricca, ma abbiamo comunque la sensazione di godere
un pezzo di amplissimo respiro, pulito, equilibrato
e tecnicamente perfetto.
Il prestigioso ed impeccabile package proposto
include 5 differenti versioni che progressivamente
si allontanano sempre più dall’idea
di base: dalla “klub”, che vede la
mera sovrapposizione del potente e vibrante vocal
al suggestivo arrangiamento già apprezzato
nella release invernale (in cui fa meravigliosa
figura il guizzante basso di Ingo Peter Schwartz),
si passa alla dub che distende sotto la stesura
integrale dell’intenso cantato un’orchestrazione
stilizzata (e vagamente ipnotica nel tessuto)
interamente affidata al piano di Mauro Ferrucci.
Il lato B si apre con i remix di Luca Cassani,
contraddistinti dal drum riverberato, dal basso
decisamente più massiccio e da un “rotolante”
e minimale hook electro. Più omogenea la
club, grazie ai loop d’archi sintetizzati
ed ai cori eterei, mentre la dub vive sull’innesto,
mediante improvvisi stop-&-go, di inserti
tagliati e filtrati.
Chiude il lavoro di Diego Broggio (primo artefice
dei DB Boulevard) & Walterino (alias Strump
Dump): un groove hard-house chiuso, pompato ed
essenziale, che si sostanzia della sola cassa
e di un giro di basso in 4 battute, ornato da
reminiscenze di violini e dal pervicace loop della
voce di Mr. Rogers from-NYC declamante il perentorio
“stay”.
Nulla ho voluto dire sullo pseudo-tarocco firmato
Casanova Traxx: senza stare a discutere dell’uovo
o della gallina, a mio parere questo ha molte
marce in più!