"Parental
guidance - Explicit lyrics": il famigerato
bollino che contraddistingue tutte le composizioni
di Eminem
colpisce questa volta Mr. Norman Cook E ci
sarebbe da sorridere!
Stiano attenti i genitori: le loro creature potrebbero
uscire sconvolte dall'ascolto del turpiloquio estremo
abilmente celato nella prosa fluviale di questo
brano
Terzo estratto da "Halfway
Between the Gutter and the Stars" e dopo
le eteree citazioni di Jim
Morrison ed il delicato gospel di Macy
Gray, la scelta non poteva non cadere su una
delle tracce più ossessive e corrosive create
dal talento del grasso ragazzo smilzo. Tuttavia
per alcuni potrebbe trattarsi di un inedito: infatti
la censura ha sottratto "Star 69" da alcune
edizioni dell'album, volendo premurosamente tutelare
le orecchie degli ascoltatori dalla satanica e subliminale
iterazione della frase che costituisce da sè
il solo ed unico contributo vocale al pezzo.
Come già anticipato ci sarebbe da preoccuparsi
più della musica che del testo: una traccia
cattiva, acida, senza respiro che ci percuote con
bassi da 20hz e che penetra il cervello con il loop
interminabile del tormentone innominabile, il quale,
tanto per sfida, è contenuto nell'a-cappella
che chiude la track list.
A trattenerci dalla dannazione ci pensa Timo Maas,
guru della techno e creatore della top version di
quello che da più parti è stato giudicato
come il singolo dell'anno 2000, vale a dire "Dooms
Night" di Azzido Da Bass, il quale, insieme
a Martin Buttrich ed Andy Bolleshon, costruisce
un groove più accessibile, vagamente simile
nel beat e nella bassline al remix che lo stesso
Norman Cook realizzò per Peplab "Ride
the pony", con l'aggiunta di un piano insistente
che comunque nobilita ed ammorbidisce l'atmosfera.
Con i break al punto giusto e l'affiorare più
discreto del parlato, definirei l'opera decisamente
meritoria.
Pare sia in circolazione su white label un'altra
versione by Pete Heller, tornato in auge dopo aver
messo le mani su "South Side" di Moby.
Mirko(pin)84 20 novembre 2001
un
pezzo davvero martellante il pezzo(che si
dimostra, secondo me, davvero acido) con il
suo loop vocale che continua imperterrito
per tutto il pezzo e la batteria in 4/4 che
non ti fanno dimenticare il pezzo facilmente
anche per la sua minimalità (che comunque
si va a costruire sempre più con l'avanzare
del pezzo con sempre più effetti davvero niente
male) nonostante non sia il miglior pezzo
dell'album è decisamente degno di nota. Un
voto? Da 1 a 10 io gli darei un bel 7.