Uno dei periodi a mio avviso più indovinati
per far uscire un pezzo coincide con il rientro
dalle vacanze estive: le città si tornano
a riempire, la stagione ancora benevola incoraggia
a rimanere fuori e le discoteche all’aperto
conoscono il loro periodo migliore, stipate di
gente che intende godersi in allegra compagnia
gli ultimi scampoli d’estate.
E’ in questo periodo che, oramai stanchi
di ascoltare le hits di ferragosto straballate
dopo ogni tramonto e strapassate su ogni frequenza
FM, si è più ricettivi alle nuove
proposte, soprattutto se capaci di prolungare
fino al nuovo anno quello spirito fresco e leggero,
evocativo del bel periodo appena trascorso.
Colonna sonora del tardo 2003 è stato
il singolo di debutto degli Electroluv, formazione
romana nata dalla collaborazione tra Gino Bianchi
(aka Woody), figura ormai storica nell’animazione
delle notti capitoline nonchè popolare
speaker della dinamica Radio Centro Suono, e Luca
Leonori, arrangiatore, tecnico di studio e tastierista
di ottimo livello.
Il brano è proprio l’ideale sunto
di quanto sopra descritto: orecchiabile ma non
banale, trascinante ma non violento, coinvolgente
nel suo incedere, gioioso nella sua coralità,
semplice nel suo sviluppo e vivace nel contagioso
ritornello.
Del resto la produzione è di assoluto
prestigio, potendo contare sull’interpretazione
di Sabrynaah Pope, una delle voci più note
sulla scena house (ed indimenticata interprete
di uno dei brani che forse più hanno ispirato
questo “Stand Up”, vale a dire “Higher’n’Higher”
di Milk & Sugar), e Connie Harvey, vocalist
prediletta di mostri sacri come Tony Humphries,
Peter Rauhofer (aka Club 69) e Masters At Work.
Le versioni realizzate dallo stesso Woody propongono
un arrangiamento electro-pop un po’ barocco,
contraddistinto da un “classico” beat
cassa-rullante, da tastiere ronzanti piuttosto
pompate e da effettini elettronici molto anni
80. La dub include anche una linea solista nuova
di zecca affidata al sax.
Il remix costruito da Massimo Berardi & Roberto
Mas, aka Harlem Hustlers (già apprezzati
su In-Grid “Tu Es Foutu” e sull’attualissima
cover di “This Is Your Life” by Nick
Romano), fa decisamente svoltare il pezzo verso
un feeling house-funky indovinatissimo: alcuni
accorgimenti veramente azzeccati, come le voci
leggermente filtrate e riverberate, l’accoppiamento
basso-&-piano al posto del synth ed il reverse
“aspirato” sulla battuta di rullante,
ne fanno un “floorkiller” genialmente
trasversale, adatto sia al club più chic
che alla pista più commerciale. La resa
perfetta lo fa avvicinare al mitico “Rise
Up” dei Sunkids feat. Chance, uno degli
happy-house anthem più ricordati degli
ultimi anni.