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DAFT PUNK
Something About Us (Virgin/EMI, 2003)
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recensione di Ivan Gamberini scrivi un'email


Colonna sonora di un film “cult” che in pochissimi avranno avuto occasione di vedere nonché quinto singolo estratto da un album che ha visto la luce quasi tre anni fa, i Daft Punk fanno nuovamente sentire la loro graditissima presenza sul mercato.

Proprio nel momento in cui si sussurra sia in ultimazione la loro nuova opera, proprio nel momento in cui la Virgin pubblica un doppio LP in vinile (“Daft Club”, accolto da recensioni unanimemente positive) contenente esclusivi remix dei loro precedenti successi, proprio nel momento in cui Thomas Bangalter esce con un nuovo singolo (“Call On Me”) realizzato assieme al fido DJ Falcon, ecco giungere il sunto della soundtrack di “Interstella 5555: The 5story of 5ecret 5tar 5system”, lungometraggio d’animazione realizzato da Leiji Matsumoto ed interamente ispirato a “Discovery”, ad oggi ultima fatica dell’osannato duo francese.

Colui che è definito come “il genio dell’animazione nipponica” aveva già realizzato tutte le clip dei singoli via via tratti da “Discovery”. “Interstella 5555” è un vero e proprio musical muto, continuazione e complemento di quei video ed assemblato su una storia ideata dagli stessi Bangalter & De-Homem Christo.

“Something About Us” è il tema d’amore dell’opera: brano che alcuni hanno voluto sminuire come “il Tempo delle Mele del terzo millennio” e che altri hanno inteso esaltare paragonandolo al miglior Jamiroquai. Interpretato dall’iperattivo Bangalter, il pezzo si appoggia su una ritmica downtempo (un centinaio di bpm) moderatamente contrappuntata da un basso genuino e da misurati accordi di chitarra. La voce filtrata si alterna con l’elementare linea melodica, ma la sobrietà dell’arrangiamento e la pulizia dei suoni rendono l’atmosfera quantomai chic ed elegante. Non sarà un capolavoro ma rimane un’ottima dimostrazione dell’ecletticità dei Daft, anche sul registro confidenziale da piano-bar.

La strumentale “Veridis Quo” conferma il potere evocativo delle loro composizioni: il semplice motivo, triste e malinconico, affidato all’organo dal timbro liturgico ed in qualche maniera solenne, ben si sposa con il sottile e discreto groove electro, maestoso e celebrativo la sua parte, dando vita ad una traccia geneticamente destinata a fungere da supporto per immagini.

“Voyager” era il pezzo di “Discovery” che da subito suscitò l’interesse dei DJ: un groove “disco” filante, lineare e ballabilissimo, trascinato da basso-&-chitarra che più funky non-si-può, si pregiava delle indovinatissime incursioni di una celestiale arpa solista. Il contributo tardivo ma opportuno di Dominique Torti (remixer anche su “Harder, Better, Faster, Stronger”) conferisce una veste 4-mixing-use al brano, mantenendo rigorosamente le sonorità originali ma estendendolo nella durata e centrifugandolo in una struttura “house old-school”, grazie ad un vortice di tagli, cutting e loop ad effetto stroboscopico che tutti insieme si ascoltano forse solo ad un DMC contest.

Già che hanno fatto 30, potevano fare anche 31: funziona alla grande anche così (tanto da essere rientrato nelle playlist di mezzo mondo), ma a mio parere sarebbe perfetto (molto più di “Da Hype” di Junior Jack, tanto per intenderci…) per ospitare una parte vocale, giusto per stare alla moda degli ultimi tempi.


collegamenti su MusiKàl!
Daft Punk - Discovery
Daft Punk - Digital Love (12'')
Daft Punk - Aerodynamic (12")
Daft Punk - One More Time (12'')
Daft Punk - Harder Better Faster Stronger (12'')
Jamiroquai - A Funk Odyssey



14 gennaio 2004


Track list:

A1 - SOMETHING ABOUT US
A2 - VERIDIS QUO
B1 - VOYAGER (Dominique Torti’s Wild Style edit)



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