Colonna sonora di un film “cult”
che in pochissimi avranno avuto occasione di vedere
nonché quinto singolo estratto da un album
che ha visto la luce quasi tre anni fa, i Daft
Punk fanno nuovamente sentire la loro graditissima
presenza sul mercato.
Proprio nel momento in cui si sussurra sia in
ultimazione la loro nuova opera, proprio nel momento
in cui la Virgin pubblica un doppio LP in vinile
(“Daft Club”, accolto da recensioni
unanimemente positive) contenente esclusivi remix
dei loro precedenti successi, proprio nel momento
in cui Thomas Bangalter esce con un nuovo singolo
(“Call On Me”) realizzato assieme
al fido DJ Falcon, ecco giungere il sunto della
soundtrack di “Interstella 5555: The 5story
of 5ecret 5tar 5system”, lungometraggio
d’animazione realizzato da Leiji Matsumoto
ed interamente ispirato a “Discovery”,
ad oggi ultima fatica dell’osannato duo
francese.
Colui che è definito come “il genio
dell’animazione nipponica” aveva già
realizzato tutte le clip dei singoli via via tratti
da “Discovery”. “Interstella
5555” è un vero e proprio musical
muto, continuazione e complemento di quei video
ed assemblato su una storia ideata dagli stessi
Bangalter & De-Homem Christo.
“Something About Us” è il
tema d’amore dell’opera: brano che
alcuni hanno voluto sminuire come “il Tempo
delle Mele del terzo millennio” e che altri
hanno inteso esaltare paragonandolo al miglior
Jamiroquai. Interpretato dall’iperattivo
Bangalter, il pezzo si appoggia su una ritmica
downtempo (un centinaio di bpm) moderatamente
contrappuntata da un basso genuino e da misurati
accordi di chitarra. La voce filtrata si alterna
con l’elementare linea melodica, ma la sobrietà
dell’arrangiamento e la pulizia dei suoni
rendono l’atmosfera quantomai chic ed elegante.
Non sarà un capolavoro ma rimane un’ottima
dimostrazione dell’ecletticità dei
Daft, anche sul registro confidenziale da piano-bar.
La strumentale “Veridis Quo” conferma
il potere evocativo delle loro composizioni: il
semplice motivo, triste e malinconico, affidato
all’organo dal timbro liturgico ed in qualche
maniera solenne, ben si sposa con il sottile e
discreto groove electro, maestoso e celebrativo
la sua parte, dando vita ad una traccia geneticamente
destinata a fungere da supporto per immagini.
“Voyager” era il pezzo di “Discovery”
che da subito suscitò l’interesse
dei DJ: un groove “disco” filante,
lineare e ballabilissimo, trascinato da basso-&-chitarra
che più funky non-si-può, si pregiava
delle indovinatissime incursioni di una celestiale
arpa solista. Il contributo tardivo ma opportuno
di Dominique Torti (remixer anche su “Harder,
Better, Faster, Stronger”) conferisce
una veste 4-mixing-use al brano, mantenendo rigorosamente
le sonorità originali ma estendendolo nella
durata e centrifugandolo in una struttura “house
old-school”, grazie ad un vortice di tagli,
cutting e loop ad effetto stroboscopico che tutti
insieme si ascoltano forse solo ad un DMC contest.
Già che hanno fatto 30, potevano fare
anche 31: funziona alla grande anche così
(tanto da essere rientrato nelle playlist di mezzo
mondo), ma a mio parere sarebbe perfetto (molto
più di “Da Hype” di Junior
Jack, tanto per intenderci…) per ospitare
una parte vocale, giusto per stare alla moda degli
ultimi tempi.
collegamenti su MusiKàl!
Daft Punk - Discovery
Daft Punk - Digital
Love (12'')
Daft Punk - Aerodynamic
(12")
Daft Punk - One
More Time (12'')
Daft Punk - Harder
Better Faster Stronger (12'')
Jamiroquai - A
Funk Odyssey