Ritorna sul proscenio il tocco magico di E-Smoove,
DJ e producer d'oltreoceano, del quale ricordiamo
lo splendido remix su Ziggy Marley "Power
To Move Ya", classico della house oramai
disperso nella notte dei tempi. Presente in modo
costante ma molto discreto sulla scena della dance
più raffinata lungo tutti gli anni '90,
con lavori dalle sonorità underground talvolta
un po' anonimi (si vedano la versioni patinate
di "I'm Doing Fine" dei Pasadenas e
"You Want This" di Janet Jackson), E-Smoove
tira fuori dal cilindro questo progetto interamente
firmato da lui medesimo ed edito in the U.S. dalla
mitica Subliminal (vero marchio di garanzia!).
Il pezzo è immediato, coinvolgente ma
al tempo stesso rivelatore di una cultura musicale
e di un gusto non comuni: la sua forza sta nell'aver
costruito una vera e propria session corale, all'apparenza
improvvisata ma a ben vedere invece nobilmente
ponderata nella scelta di suoni "caldi",
di una ritmica non convenzionale e di un contributo
vocale "solare" che, seppur limitato
ad un'unica frase in rima, entra subito in testa
e non la molla più.
Il pezzo incomincia subito con l'irresistibile
giro di piano tirato dalla cassa a 132 bpm e poi
si arricchisce progressivamente con l'entrata
di altri strumenti senza seguire il classico schema
dell'attacco ogni 8 (o 16) beats. Il clapping
che doppia ogni battuta a creare un inedito effetto
"charleston", il piatto ad assencondarlo,
il basso autentico vivace ed esuberante, l'organo
puntuale ed elegante ed i vocalizzi ispirati di
Andrea Love vanno pian piano a completare un'arrangiamento
aristocratico ed inusuale sulla pista da ballo,
ma proprio per questo quanto mai morbido ed avvolgente.
Il breve break solo voce + organo ed i 2 minuti
abbondanti di acappella finali forse accentuano
il senso di ripetitività del brano, ma
ballare "Shined On Me" fa bene al cuore
ed allo spirito. Avercene di dischi così