Suona vagamente profetico il motto sopra il quale
si costruisce l'acronimo NERD: "No-one Ever
Really Dies"
Ed una speranza c'è
per tutti se non sono morti loro, dopo l'inatteso
fallimento della prima prova su album, "In
Search Of
", pubblicato nel 2002.
Eppure molti sostengono che quel debutto valesse
tanto quanto l'attuale iper-osannato "Fly
Or Die", già (pre)destinato a lasciare
un segno nella musica contemporanea e candidato
a fare incetta di ogni trofeo da qui fino al futuro
prossimo venturo.
Che è successo nel frattempo? Sicuramente
Pharrell Williams & Chad Hugo sono cresciuti,
si sono affermati come Neptunes lanciandosi in
eclettiche mega-produzioni sempre baciate dal
successo (Jay-Z, Usher, Britney Spears, Justin
Timberlake, No Doubt,
) ma credo che l'investimento
della major Virgin e la conseguente sovra-esposizione
mass-mediatica abbia nuovamente centrato il bersaglio
grosso
Non c'è bisogno di spendere parole su
"She Wants To Move", singolo ammaliante,
all'apparenza "raw-&-dirty" ma in
realtà assai elaborato e carico di tutte
quelle contaminazioni ed influenze che i Neptunes
sanno tradurre come pochi altri. Arrembante nonostante
il bpm ridotto, conturbante nel miagolio di Pharrell
ed al contempo trascinante nel coro perentorio
ed essenziale, sempre tirato nell'orchestrazione
alternando, sul tumultuoso ed articolato tappeto
percussivo, il semplice riff di chitarra alle
carezzevoli aperture del piano. Un perfetto esempio
di equilibrio tra musica suonata (con strumenti
"veri") ed assemblata (con le diavolerie
della tecnica) e di come si possa ancora comporre
una canzone con il puro talento, senza dover ricorrere
per forza a riferimenti, deja-vu, scopiazzature
e campionamenti vari.
E da lì, come da un suolo fertile ed accogliente,
sono fiorite le immancabili variazioni sul tema,
ufficiali e non. La prima release d'importazione
conteneva l'elaborato dell'autorevole duo americano
DFA, già artefici del fenomeno Primal Scream
ed ora produttori e remixers "ufficiali"
dei Rapture (ottimo il loro lavoro su "Sister
Saviour"): Tim Goldsworthy & James Murphy
dimostrano di saperci veramente fare (possono
definirsi i Neptunes dell'elettronica) e confezionano
un pregevolissimo adattamento smart-electro, con
bassline ciondolante quasi-funky ed indovinatissima
frasettina di pianola a contrappunto del riff.
In seconda battuta compariva la versione degli
sconosciuti Jermaine Mac & Toni Toolz, apprezzabile
per via della sostanziale fedeltà al prototipo,
appesantito da un marcato drum-&-clap e da
un synth forse troppo enfatico ma arricchito da
un guizzante basso, crudo e schietto.
Poi è arrivato un provvidenziale 12"
(Remixes Vol. 1), di stampa italiana, che, oltre
a raccogliere le tracce finora esposte, ha il
merito di portare sul lato B la reclamizzatissima
opera firmata Basement Jaxx. Per quanto la loro
carriera paia in leggero declino (l'ultima fatica
"Kish Kash" non ha ottenuto particolari
consensi), Simon Ratcliffe & Felix Buxton
vivono un ottimo momento come produttori in conto
terzi, avendo recentemente firmato anche uno dei
remix per l'hit di Kelis "Trick Me"
(sul quale, per coincidenza, hanno lavorato anche
i sopracitati Mac & Toolz). A mio modesto
parere, per quanto ben fatta, la loro rilettura
non mi appare miracolosa: la reale conformità
alla versione originale (il vocal, per esempio,
è trasposto integralmente) costituisce
allo stesso tempo la sua forza ed il suo limite,
cosicché l'estro del duo britannico rimane
vincolato ad operazioni di pura superficie, come
l'accelerazione del bpm, l'accentuazione "rock"
del timbro delle chitarre e l'aggiunta di fischietti,
fill-in di batteria e vari effettini da videogame.
In rete sono poi comparse altre brevi e valide
varianti, alcune delle quali hanno poi ricevuto
l'onore della stampa su introvabili promo: vale
la pena di citare la McSleazy, downbeat con tappeto
sonoro light-electro ricavato dalla fusione loop
vocali vocoderizzati alla-Daft-Punk, la Soundhog,
veloce con base kitsch-tecnologica di chiara ispirazione
anni '80 (ma va
.?), la DJ Hemp, un 110 bpm
equamente suddiviso tra una prima parte abbondante
ed ipnotica ed una seconda essenziale e solo percussiva.
Il fenomeno non si è arrestato neppure
sul canale del mercato "ufficiale",
dal momento che sono recentemente uscite su vinile
le interpretazioni personalizzate dal team Native
Tongue e dai Radio Slave (con gli interventi vocali
aggiuntivi di Common, Mos Def, De La Soul, Q-Tip,
Beenie Man & Ms Thing) e si narra addirittura
di un'imminente stesura partorita dalle mani di
Jason Nevins
In altre parole: forse stiamo assistendo alla
nascita di un evergreen! Per ora registriamo un
fenomeno commerciale di proporzioni gigantesche,
capace di mobilitare intere schiere di DJ, produttori,
colleghi ed addetti ai lavori, catturati dall'appeal
dei NERD e dalla carica conturbante del pezzo.
L'unico vero e proprio miracolato da tanto ben
di Dio è l'innocuo Shay, misconosciuto
cantante reggae e presenza coreografica nei NERD,
il cui unico vanto e merito è quello di
essere stato compagno di scuola di Chad e Pharrell
collegamenti su MusiKàl!
Nirvana - Nevermind
White Stripes - Elephant