Appena appoggio la puntina sul bordo, irrompe
un inciso di fiati che potrebbe essere stato estirpato
tanto dal tema di un telefilm di spionaggio anni
'60 quanto dalla sigla di un cartone animato di
robot giapponesi; dopodiché, sul finale
in loop, parte filato un promettente house-beat
che progressivamente ospita prima l'entrata di
una bassline sottocutanea, poi il lungo fade-in
di un'intrigante frase in 4 battute di synth-guitar,
perfettamente calzante all'atmosfera del pezzo.
Sembra l'ennesima puntata della saga Gypsymen
("Barabaratiri"
e "Camarera" cominciavano proprio così)
ed invece sembra proprio che il maestro Todd Terry
qua non c'entri nulla, sebbene una certa assonanza
con il suo inconfondibile stile potrebbe legittimamente
essere richiamata
Def-E, DJ emergente dall'underground di Bristol
City, e Ibi, programmatore di studio per i Faithless,
grazie ai buoni uffici di Dom B degli Stanton
Warriors, danno vita ai neonati The Beginerz e
con il singolo di debutto "Reckless Girl"
si fanno notare all'ultimo WMC di Miami. Da lì
l'ascesa è inarrestabile, tanto che il
brano, una volta pubblicato, esce dalla cerchia
degli addetti ai lavori per divenire (con pieno
merito!
) un hit attualmente celebrato in
tutta Europa.
L'idea portante sta nel sample vocale di una
chicca jazzy di qualche decennio fa, vale a dire
l'introvabile "I Must Doing Something Right"
eseguito dal timbro ruvido e volitivo dell'ugola
di Miss Irene Reid. L'adattamento viene poi insaporito
da un'overdose di filtraggi ed effettini "cosmici"
volutamente kitsch. L'idea non è proprio
originalissima (si va dall'estratto di Fontella
Bass su "In Your Arms" di Nu Generation
al recente prestito di Nina Simone su "Love
Story" by Layo & Bushwacka!) ma quando
una citazione talmente colta viene trattata in
maniera così organica ed appropriata non
rimane altro che fare i complimenti!
La versione firmata da Sister Bliss dei già
citati Faithless, pur declinando su un versante
decisamente electro, non ne snatura il feeling
anche se mancano quegli ingredienti che compongono
il caratteristico tiro della base originale. Immancabile
il lungo break centrale, etereo e sognante.
Circola anche un vinile import portante due differenti
variazioni sul tema: quella del team Kidstuff,
composto da Paul Jackson, Mark Wilkinson e Kevin
Brooks, sostanzialmente strumentale, impianta
una nuova ritmica, resa frenetica dal persistente
impiego dei loop, mentre la traccia "trendy"
elaborata da Plan B aggiunge le percussioni leggere,
una nuovo basso grattato e gli scratch.
Dopo aver consumato i microsolchi a furia di
riascolti non mi resta che godere la clip d'animazione
nella quale furoreggia la protagonista dotata
di occhialoni multicolore e monumentale bulbo
cotonato: un viaggio nel passato da cui non vorrei
più riprendermi