Non mi era finora mai capitato di dover tornare
sul luogo del delitto, ma l'operazione commerciale
che si sta sviluppando sull'unico grande successo
dance del 2002 mi impone di spenderci sopra ancora
due parole.
All'epoca della prima
release mi ero lamentato della disponibilità
del solo formato in doppio vinile a 10"
Beh, ora i "points of view" dai quali
ammirare l'hit dei DB Boulevard (pare prossimi
all'album) sono veramente parecchi: una sequenza
infinita di remix ce lo sta portando in carrozza
fino alle porte dell'estate 2002. Se pensiamo
che alcuni fortunati cercatori d'oro lo avevano
già a disposizione dall'autunno dello scorso
anno, si può arrivare a dire che siamo
di fronte ad un miracolo di (meritata) longevità
nell'attuale panorama del mercato musicale.
Primo ad uscire in ordine cronologico è
stato il vinile di importazione inglese, pubblicato
dalla Sony e recante due remix dal target dichiaratamente
internazionale: quello firmato da Lange è
una rilettura euro-trance d.o.c., priva di un
intro propriamente detto e con il cantato, limitato
al solo ritornello, che affiora riverberato solo
sui break: breve il primo, più ampio e
canonico quello centrale.
ohn Graham (aka Quivver) ha invece creato un
groove essenziale, dominato dalle percussioni
con effetti di mero contrappunto: il vocal integrale
si appoggia su una ritmica scarna e "galoppante",
poco adatta, a mio avviso, al feeling etereo e
magico proprio della delicata composizione originale
e che qui ritroviamo solo su una breve e quantomai
opportuna pausa.
Dopodichè è arrivata la versione
italian-style firmata da due campioni del genere:
l'alleanza tra Molella & Gabry Ponte ha prodotto
la consueta marcetta stilizzata techno-commerciale
che permette di inserire "Point Of View"
senza colpo ferire nelle scalette pomeridiane
dominate dagli hit radiofonici di casa nostra.
L'ultimo vinile uscito in ordine di tempo è
il mio preferito: i teutonici Mike "Milk"
& Steven "Sugar" from Munich (tra
i miei preferiti) fanno giusta professione di
modestia e ritoccano solo l'essenziale, mantenendo
invariata la caratteristica base ritmica (beat
& guitar) ed aggiungendo un basso "live"
incisivo e penetrante (suonato dallo stesso Sugar),
vigorosi rintocchi di tastiere che mi hanno subito
ricordato il suono d'annata dei migliori Simple
Minds, chitarra addizionale di sostegno ed un
coinvolgente rumore di folla festante. Vera perla
d'autore lo speaker sul primo break: "you
demanded, we deliver, God bless ya"!
Stessi ingredienti nella dub strumentale, strutturata
però in maniera più libera e meno
convenzionale tanto da svincolarsi via via dalla
traccia di riferimento e finendo per vivere di
autonoma luce propria.
Francesco "Sisco" Giacomello, a cui
dobbiamo lo strepitoso giro di piano in "Dove"
di Moony, confeziona un gioiellino "lounge"
d'atmosfera rarefatta, a battuta dimezzata, con
incursioni di chitarra classica sul discreto tappeto
intessuto da piano e basso. Il caratteristico
rumore dei flutti che si frangono sul bagnasciuga
all'ora del tramonto dona un fascino veramente
unico alla situazione peraltro già magnificamente
tratteggiata.
Da sottolineare (molto positivamente) che ciascuno
dei vinili pubblicati contiene anche l'ormai mitica
versione originale realizzata da Diego Broggio,
mentre tutti i remix qui descritti sono presenti
sull'unico cd singolo di recente uscita.