Commento d'obbligo per quello che si appresta
ad essere la rivelazione "global" di
quest'inizio di 2003: promozione mediatica a tappeto
per un brano dalle sonorità etniche che
miscela molto (forse troppo) abilmente atmosfere
esotiche e richiami molto più "terrestri".
Pare, molto più prosaicamente di quanto
si vorrebbe far credere, che il pezzo in questione,
datato 1998 ed al tempo passato inosservato, sia
stato genialmente ripescato dal guru Pete Tong
cavalcando l'onda del trend musical-artistico
d'oltremanica che in questo momento vede in auge
il movimento bhangra, trapiantato in patria britannica
dalla comunità d'immigrati originaria del
Punjab. "Mundian To Bach Ke" vorrebbe
pertanto rappresentare il manifesto, il campione,
il prototipo "politically correct" della
contaminazione tra le melodie popolari d'origine
asiatica e le sonorità "industrial-urbane"
della civiltà occidentale.
Il personaggio Panjabi MC rimane tuttora avvolto
da un alone di mistero: si narra di un DJ anglo-indiano
(of course
) attivo come musicista-produttore
già da un decennio e forte di un certo
riscontro nel ristretto ambito dei circuiti "alternativi".
Il pezzo, già incluso in una delle compilation
"Buddha Bar" e contenuto nell'album
"Legalised", è esploso dapprima
in Germania, dove ha subito conquistato la vetta
delle classifiche di vendita, per poi partire
alla conquista dell'intero mercato europeo. Il
vinile di cui parliamo, infatti, è stato
licenziato e distribuito per l'Italia dalla joint-venture
tra Motivo e Time e contiene, per l'appunto, i
remix commissionati per i club di casa nostra.
Curate entrambe dal team Triple X, composto da
Ricky Romanini & Luca Moretti ("Feel
The Same" l'hit del 1999), le versioni rappresentano
degli adattamenti piuttosto lineari dell'originale
downtempo, anch'esso incluso nel 12". Il
lavoro del lato A, in particolare, vede il frenetico
fraseggio del dhol e del thumbi adeguarsi ad un
rigoroso beat a marcetta, a sua volta integrato
da una scarna linea di synth con reverse in 8
battute che ben si amalgama al campione tratto
dal tema del telefilm "Supercar" (peraltro
già sfruttato in passato da altri hip-hop
anthems, quali, ad es., "Ghetto Supastar"
by Pras Michel, ODB & Mya).
Più house-oriented la traccia che occupa
il B-side, in cui l'arrangiamento "etnico"
viene sacrificato al groove danzereccio: ampio
spazio è riservato all'utilizzo del "TV-sample",
condito a piacere da loop vocali filtrati ed effettini
electro di complemento.
In ogni caso l'accelerazione impressa al bpm
non nuoce per nulla alla resa del pezzo ed, anzi,
l'abile disposizione di pause e riprese conferisce
maggior forza anche all'atipica parte vocale,
altrimenti troppo uniforme ed, a lungo andare,
ripetitiva.
Il formato CD singolo distribuito dalla Sony
contiene invece le elaborazioni denominate "Moonbootica
mix" (ancor più veloce, con feeling
electro rarefatto e vocal in sottotraccia) e "Banks
& Sullivan Oldskool mix" (con l'inserto
del drum di "Paid In Full" by Eric B
& Rakim).
Numerosissime altre personalizzazioni del brano
sono presenti in rete con gli appellativi più
disparati, a conferma del planetario successo
di "Guardarsi dai ragazzi!" (traduzione
quasi letterale).