Nell'epoca del mercato globale la scena musicale
giapponese è comunque rimasta ai margini
del grande circo governato dal monopolio delle
major discografiche. E così i primi tentativi
degli artisti nativi del Sol Levante sono rimasti
appannaggio "snob" del ristretto club
degli aficionados della cosiddetta musica colta.
Al di là dell'hit di qualche anno fa "It's
a beautiful day" dei Pizzicato Five, i media
mai si sono dedicati a diffondere la conoscenza
di una cultura musicale per tradizione così
lontana dai gusti "occidentali".
Tra gli addetti ai lavori si sentiva parlare
di un delirante abuso di campionamenti da parte
di alcuni musicisti giapponesi
D'altronde
nel regno della tecnologia ce lo si poteva aspettare
Fantastic Plastic Machine è l'emblematico
nome della one-man-band facente capo al DJ-produttore
Tomoyuki Tanaka, forse il massimo esponente di
questa patchwork-mania. L'album "Luxury",
edito nel 1999, fece conoscere la perizia del
personaggio nel miscelare ed assemblare in ogni
modo samples tratti dalle fonti più disparate.
"Love is psychedelic" è un esempio
di quanto detto: Tanaka monta su una base ritmica
che occhieggia al drum'n'bass, con beat vagamente
2-step e basso sintetico frammentato, un'orchestrazione
ampia comprendente archi, fiati e piano. Ciliegina
sull'atipica torta, la vociona calda e sensuale
di Barry White che peraltro rimane qui un po'
sommersa da cotanta abbondanza di suoni.
Il lavoro condotto da Bob Sinclar sul brano
è veramente apprezzabile: con pochi ritocchi
"Love is psychedelic" diventa un vero
anthem da club. Il beat secco condotto dal metronomo
e tirato da un piatto finissimo a 128 bpm è
quanto di meglio ci sia per potervi distendere
una linea di basso elementare ma continua, funzionale
alla resa "on the dancefloor". L'arrangiamento
orchestrale entra in dissolvenza e resta ad un
livello più discreto rispetto all'originale,
così da far risaltare al massimo il tono
avvolgente del parlato. Le aperture d'archi si
mantengono ad ampio respiro ma le provvidenziali
aggiunte di sezioni fiati tipiche da "disco
70s" e di una chitarrina funky onnipresente
fanno davvero la differenza.
Già disponibile da un po' di tempo in
vinile import, la pubblicazione del singolo su
licenza italiana non potrà che aumentarne
la diffusione ed accrescerne la meritata popolarità.