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JASON NEVINS vs. ERIC B. & RAKIM
I Know You Got Soul (Radikal/Time, 2002)
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recensione di Ivan Gamberini scrivi un'email


Un matrimonio che s'aveva da fare, preannunciato da curiose e quantomai insolite coincidenze.
Correva l'anno 1997 quando esplose la stella di Jason Nevins, DJ di New York, autore di una rivoluzionaria versione del classico rap "It's Like That" dei Run DMC. L'impronta hard-house di Jason fu subito imitata da svariati produttori del periodo, tra cui si segnalò il team Trade Secrets (Brown, Byrd & Bobbit), il quale, l'anno successivo, si fece apprezzare proprio per una rivisitazione Nevins-style del mitico (indovinate cosa ?…) "I Know You Got Soul" by Eric B. & Rakim (1987), il "must" per eccellenza nella storia dell'hip-hop.

Nella stampa dell'Aprile 2000, la collana del DMC francese presentava un lavoro di Joe Becket & Martin Madigan, in cui sul brano citato di Eric B & Rakim veniva sovrapposto il caratteristico drum creato da Nevins per i Run DMC.

E' del mese scorso l'uscita di questo vinile, coraggiosamente licenziato e promosso dalla nostrana Time, con il quale si riaffaccia prepotentemente alla ribalta il nostro eroe (remixer, tra l'altro, anche sui recenti "Dilemma" by Nelly e "Put The Needle On It" by Dannii Minogue).

Le versioni principali, sul lato A, lasciano un po' interdetti: il groove house a 124 bpm, costruito sull'ipnotica iterazione di un accordo di chitarra di 4-note-4 racchiuso in 2 sole battute, è decisamente lontano dal target sonoro a cui il buon Jason ci aveva abituati. Sicuramente funzionale, nel suo incedere ciondolante e paranoico, alla cadenza strascicata del rapper ma francamente un po' troppo ripetitivo ed uniforme, financo nostalgico negli inserti di scratch "old-school": un lavoro senza tempo, neutro, fedele ed al di fuori di qualsiasi tendenza, tanto che potremmo sospettare si tratti della postuma ristampa di un inedito reperto storico.

Decisamente più personalizzati i remix del lato B: il primo presenta intro e outro cupi e serrati, dotati di cassa profonda, di un sinistro "beep" e di un synth ruvido; lo stesso timbro percorre anche il corpo della traccia, disteso però su un beat più classico ed alternato, tra filtri e riverberi, ad una linea di tastiera simil-trance solo accennata. La "Funkfried" si struttura sull'alternanza tra le strofe, adagiate su uno scarno drum che pare la versione esasperata (a 135 bpm) di quello già sentito in De-Lacy "Hideaway", ed intermezzi di puro DJing, trionfanti di loop e cutting sui vocals conditi da un piccolo sample funky.

Il singolo d'importazione contiene due differenti versioni in luogo di quelle appena descritte: quella denominata "Caba Kroll", marcetta canonica con basso "plastico" in levare, cassa "che bussa", tastiera volgarotta ed il loop di "pump up the volume" destrutturato, e la "Breakz", variante della "Club" privata di intro ed outro.

Di simili elaborazioni ne nascono un giorno sì e l'altro pure e solo la minima parte di esse raggiunge la gloria della stampa ufficiale. Certo però che Nevins mostra ancora una volta la sua attitudine alle elaborazioni di hits degli anni '80: i tagli e le pause create ad arte per evidenziare gli anthems che hanno fatto la storia della house (dal citato "…pump up the volume…" a "…when you make the mix…", da "…dance wit the speaker 'til you hear it blow…" al coro "…you got it!" ) sono il segno tangibile del doveroso rispetto da portare ad un originale capostipite di buona parte della musica contemporanea.




6 dicembre 2002


Track list:

A1 - original extended
A2 - original edit
B1 - club mix
B2 - Funkfried mix




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