Continua la seconda carriera di Fargetta, quella
con il nome di battesimo per intenderci: dopo
aver molto apprezzato l'uscita estiva dello scorso
anno, "I Will
Rise Again" con la vocalist Sara, ecco
pronto per l'estate 2002 l'atteso follow-up.
Forse memore della sovraesposizione durante i
fortunati anni '90, Mario si concede ora con parsimonia,
permettendoci di assaggiare il suo gusto ed il
suo talento con progetti più ponderati
e curati di quelli che furono alcuni anni or sono.
Pur essendo sempre discretamente presente in veste
di remixer (Crystal Waters "Come On Down",
T42 & Sharp "Set Me Free" e Rupaul
vs Gitta "You're No Lady" le sue ultime
produzioni), i brani da lui firmati in prima persona
hanno quella freschezza e quell'equilibrio che
catturano già al primo ascolto.
L'intro dell'extended presenta sul beat vuoto
ad uso miscelazione i rintocchi sinistri e profondi
del sonar. Un'anticipazione non casuale, in quanto
al break d'apertura la linea melodica portante
viene suonata con il medesimo effetto, subito
doppiato dalla chitarra. Da lì parte il
pezzo vero e proprio, sostenuto da una semplice
bassline su cui si innesta la parte vocale, interpretata
dalla voce maschile acerba e delicata di Smooth,
prima filtrata, poi full ed infine riverberata
nel ritornello in rima, facile ed immediatamente
orecchiabile.
La "Solution", prodotta e mixata da
Nick Ferrando, è una valida alternativa
basata su un groove più serrato, in cui
il beat è tirato dal piatto. L'arrangiamento
è completato da un synth "strisciante",
mentre il sonar è sostituito da un effetto
subliminale di basso "plastico". Consueti
i soliti trattamenti filtrati, meno prevedibili
ma altrettanto godibili gli inserti di reverse
un po' retrò.
"Good Times" non è certo solare
e carico come il predecessore, anzi
Alla
prima impressione forse lascia piuttosto indifferenti,
ma proprio la semplicità ed il garbo tanto
della melodia quanto del cantato finiscono per
essere le carte vincenti del brano. Il team composto
da Fargetta, da Daniele Cobianchi, Elio Baldi
Cantù, Paolo Rossini e Kvame Huntley riesce
a realizzare una canzone gradevole e a suo modo
raffinata, al di là delle mode effimere
e di quei suoni che per alcuni sembrano imprescindibili
nella dance di questi tempi.