Vi potrebbe sembrare di aver letto il nome del
gruppo sulla fiancata di uno scassato furgoncino
carico di strumenti parcheggiato davanti ad una
balera
Potrebbe sembrare il frutto di una
mente bizzarra
Potrebbe sembrare uno pseudonimo
vagamente canzonatorio
Invece Mr. Gianni
Coletti esiste realmente e non è il fantomatico
boss di un'orchestrina da paese.
DJ attivo da un decennio nel circuito del Triveneto,
remixer su alcuni successi italiani di qualche
anno fa (Nek, Mietta) e, soprattutto, membro (insieme
a Stefano Mango e Lino Lodi) del team Express
Of Sound ("Real Vibration" il successo
europeo del 1995), Coletti si presenta in prima
persona con questo brano capace di riproporre
le atmosfere happy che da qualche tempo trovano
gradimento tra il popolo della notte, decretando
il successo di progetti tipo Praise Cats, prima,
e Tutto Matto, poi.
Stupisce più che altro trovare il nome
di Fulvio Zafret tra gli autori di "Gimme
Fantasy" (insieme al fido Franz Contadini,
pure co-produttore): colui che è di fatto
il vero punto di riferimento del movimento dance
del nord-est italiano; colui che ha monopolizzato
il mercato della musica commerciale in-the-middle-of-the-90s
con una marea di produzioni stra-conosciute quali
Einstein Dr. DJ, Mo-Do, Afrika Bambataa,
;
colui che è stato il creatore di un suono
e di uno stile che è tuttora fonte di ispirazione
dell'italian-style prettamente radiofonico, si
dimostra artista eclettico e versatile nel contribuire
alla composizione di un pezzo che si pone decisamente
al di fuori dello standard con cui si è
fatto conoscere al grande pubblico.
Gli ingredienti sono naturali e genuini: giro
di piano facile ed orecchiabile (nel genere sembrano
più o meno tutti uguali), coro incalzante
con versi più che semplici, brevi ed in
rima, virtuosismi vocali in libertà qui
affidati alla bravissima Giorgia Sallustio. Beat
discreto con il clapping "fuori-tempo"
inserito tra le battute a conferire un andamento
volutamente più frenetico (l'idea è
presa sicuramente da "Shined On Me")
ed alcuni indovinati breaks abilmente inseriti
per sottolineare poi l'effetto trascinante delle
riprese a tutto groove. La caracollante e dilagante
linea di basso, affidata all'abilità di
Giovanni Toffoloni, mi ricorda in alcuni passaggi
quella scelta da Armand Van Helden per il suo
portentoso remix di "Runaway" dei Nuyorican
Soul. La chitarra di Ringo e le incursioni del
sax di Nevio Zaninotto completano al meglio l'arrangiamento
ed innescano quell'onda di energia capace di liberare
l'anima soul che riposa in ognuno di noi.
La versione con l'intro "confidenziale"
è perfetta per un'entrata "ad effetto"
in taglio netto, mentre l'extended si presta alla
miscelazione più classica. La dub è
invece una digressione house "ortodossa",
costruita su un'ipnotica frase in 4 battute del
basso leggermente filtrato e scarabocchiato da
innocue scariche electro.
Come già dissi per i predecessori citati,
ancora una volta si dimostra il potenziale esplosivo
e contagioso del gospel unito ai canoni ritmici
più "regolari" (e ruffiani) della
house: una calorosa deflagrazione di sano divertimento,
di musica "suonata" e "vissuta",
un'oasi di freschezza ed improvvisazione nel regno
dei synth oscuri, delle martellanti drum-machine
e degli esasperati effetti elettronici.