"Ghandi Khan" era stato presentato
come il nuovo album di Armand ed invece ci troviamo
tra le mani questo doppio mix oltretutto già
edito per metà.
Di "Why Can't
You Free
" abbiamo già trattato:
rispetto al singolo, qui è stato aggiunto
un doppio intro parlato (cosa che contraddistingue
tutti i suoi brani sin già dal precedente
"Killing Puritans").
Idem pertanto su "The Robots Are Cumming",
anche se qui il dialogo d'apertura, con ingannevole
sottofondo di mandolino, è infarcito di
termini decisamente espliciti. Se poi si tiene
conto che il verbo "to cum" è
la variabile hard del più comune "to
come" (con il medesimo doppio significato
che ha anche in italiano), si comprende il motivo
del bollino "PARENTAL ADVISORY - EXPLICIT
CONTENT" impresso in copertina. Il brano
apre subito in maniera forsennata fino alla prima
pausa in cui la voce metallica sostiene il fade-in
lungo del groove che esplode poi in tutta la sua
potenza: l'infinita iterazione di una frasettina
electro in 4 battute condotta a quasi 140 bpm
viene interrotta solo da velocissimi giochi di
loop, tagli e inserti che rendono ancora più
frenetico l'insieme.
"I Can Smell U" è inedito su
vinile ma era già presente sul CDs uscito
lo scorso autunno: una sorta di rave tribale ipnotico
e martellante, oscuro nella trama e subliminale
nella voce sussurrata.
"DooVooDoo" segna l'incontro tra atmosfere
deep e suoni di mondi lontani: ossessivo nell'incipit
recitato da una voce grattata e distorta, placido
nel break disteso sul fraseggio di uno strumento
a corda dal timbro orientale (potrebbe essere
il sitar), trascinante nello sviluppo grazie ad
un beat pompato a dovere ed amplificato dal riverbero
fino al siparietto d'uscita con la solita conversazione.
A parte la discutibile scelta commerciale del
"paghi 4-prendi 2" (scommettiamo che
tra un po' uscirà l'album che conterrà
almeno 3 di questi 4 pezzi?), continuiamo ad apprezzare
Van Helden per il suo anticonformismo: venda o
non venda, piaccia o non piaccia, lui fa quello
che gli pare