Credo sia superfluo spiegare chi sia Sean Paul
Henriques e come suoni "Get Busy": stiamo
parlando del brano che ha letteralmente infestato
le frequenze FM sull'intero pianeta negli ultimi
mesi, co-composto e cantato da questo 28enne giamaicano
già piuttosto conosciuto al di là
dell'oceano.
Nonostante sia già on air da qualche tempo
"Like Glue", secondo singolo estratto
dall'album "Dutty Rock" (la cui edizione
europea comprende anche il suo primo successo,
"Gimme The Light", originariamente contenuto
nell'album d'esordio "Stage One"), preferisco
puntare l'attenzione su questa versione di "Get
Busy", contenuta tra l'altro nel CD singolo
del citato "Like Glue".
Il vinile strictly-US-import contempla 4 versioni
praticamente identiche del remix realizzato da
DJ Riz e DJ Sizzahandz, aka Crooklyn Clan, e vede
la partecipazione della guest-star Fatman Scoop,
MC molto popolare nelle hip-hop stations americane.
Già al primo ascolto mi ha colpito l'idea
intelligente che sta alla base di questo lavoro:
mantenere gli elementi vincenti dell'hit consacrato
evitandone però la pericolosa ripetitività,
intrinseca alla struttura stessa del brano ed
amplificata dalla sua pervicace ubiquità.
Il risultato viene ottenuto alternando frammenti
della stesura originale ad inserti nuovi di zecca
che, pur sfruttando la caratteristica ritmica
"drumless" del prototipo, si sostanziano
con l'esaltata performance dell'ugola di carta
vetrata di Fatman Scoop, trascinante oltremisura
nelle grida subito replicate ed amplificate dalla
"crowd" in sottofondo.
Non quindi un semplice e prevedibile ri-arrangiamento
della traccia vocale (come gli innumerevoli bootleg
facilmente reperibili in rete), ma un vero e proprio
remake impreziosito da una sapiente ed ineccepibile
opera di post-produzione, evidente tanto nei discreti
tocchi di synth addizionali sull'orchestrazione
originale quanto nei fill-in del beat ad evidenziare
le cesure tra i singoli passaggi.
Ulteriore perla è rappresentata dal cambio
di stile finale: a circa 2/3 della lunghezza l'ennesimo
break segna l'abbandono della sinuosa atmosfera
"dancehall" per erompere in un vigoroso
"breakbeat", con conseguente ma ragionevole
sobbalzo del bpm. Trombe da stadio ed un persistente
"yo-yo" della folla accompagnano questa
geniale variazione sul tema, capace di coronare
degnamente uno dei pochi remix veramente creativi,
dalle ottime potenzialità radiofoniche
e dall'effetto tremendamente coinvolgente anche
on-the-dancefloor.