Non si ferma mai l'iperfecondo Gabriele! Reduce
dal discreto flop della collaborazione con Fargetta
in "Music",
Mr. Ponte si riprende immediatamente sfornando
in un colpo solo singolo ed album (praticamente
una raccolta degli hits sparati fino ad ora
).
Come oramai tutti sanno, "Geordie"
è la cover di un pezzo di Fabrizio De Andrè
contenuto nell'album "Nuvole barocche"
del 1969. Le radici del brano tuttavia affondano
nella storia, in quanto si tratta di una ballata
appartenente alla tradizione del folk gaelico
ed interpretata, tra gli altri, da Joan Baez giusto
qualche anno prima dell'adattamento in prosa italica
(per ovvie ragioni di metrica, i cervi da 16 diventarono
6
) compiuto dal compianto musicista genovese.
Non contento, quindi, di essersi cimentato nel
remake di un classico del rock sinfonico 70's,
il temerario Gabry, coadiuvato dal team di produzione
degli Eiffel 65, affronta una prova ben più
ardua, esponendosi nel contempo agli strali dei
cultori tanto della musica popolare quanto della
canzone d'autore. Al di là della facile
ironia a cui il testo si presterebbe ed oltre
qualsiasi prevedibile giudizio che possa scaturire
dal confronto con originali così illustri,
bisogna dar merito al coraggio del DJ piemontese
e convenire che, al di là dello stile super-commerciale
con cui questa operazione viene realizzata, l'idea
si dimostra vincente.
I versi vengono recitati alternativamente da
una voce maschile calda ed incisiva, degna del
miglior reportage di RealTV, e da una leggera
ed eterea ugola femminile, impegnata anche nei
celestiali cori di complemento. I suoni sono quelli
tipici dell'italian-dance-style, ma mi pare comunque
che l'intero arrangiamento sia più calibrato
del solito, nel lodevole tentativo di indurre
quell'atmosfera un po' medievale un po' fiabesca
che funge da ideale ed equilibrato contorno all'intera
composizione.
Stenderei un velo sulla "perla" che
occupa la facciata B: la solita marcetta di plastica
che, tra loop e filtri di prassi comune, ricicla
il motivetto minimale tratto da Hysteric Ego "Want
Love", alternandolo ad un'aria per archi
sintetizzati stile Anonimo Veneziano. Il contributo
vocale si sostanzia in una petulante vocina che
reitera fino allo sfinimento "the music is
movin'
". Chissa perché, ma dal
titolo m'immaginavo tutt'altra cosa