Produzione nostrana del tutto fuori dai canoni
dell'italian-style attualmente per la maggiore
e forse per questo trascurata dai maggiori network
radiofonici. Detto subito che non si tratta di
un capolavoro assoluto, avrebbe comunque meritato
maggiore attenzione per l'atipicità della
proposta e per i nomi coinvolti in questo progetto,
da DJ Jad (mente musicale degli Articolo 31) ad
Alessandro Viale (produttore dance di primo piano
ed artefice, tra gli altri, dei fenomeni Billy
More e Paps'n'Skar).
Il titolo è quello di un glorioso brano
della tradizione musicale del Regno Unito, interpretato
originariamente negli anni '60 da Gerry &
The Pacemakers e poi recuperato nei repertori
di Sir Paul Mc Cartney e dei Frankie Goes To Hollywood
(!). L'idea di questa nostra estemporanea formazione
è quella di dare una robusta riverniciata
(ed accelerata) all'insigne caposaldo utilizzando
però il sample dell'oldie originale: in
sostanza trattasi del principio su cui ha prosperato
il "big beat" del maestro Fatboy Slim,
ora allontanatosi dai festosi ed irriguardosi
esordi del suo esuberante patchwork.
A dire il vero le versioni del lato A danno più
l'impressione del divertissement tra amici, della
rivisitazione in assoluta libertà: un intro
amorfo e vorticoso sfocia nel collage dei campionamenti,
tenuti insieme da un beat "classico"
cassa-piatto-rullante e dai virtuosismi del guizzante
basso funky di Michele Vitulli. Una trascurabile
base electro fa da complemento alla chitarrina
dell'epoca sul ritornello.
La versione che coglie nel segno (della quale
è in circolazione la clip) è la
"Liverpool rmx": pare che il brano,
infatti, sia tradizionalmente legato proprio alla
città dei Beatles. Sono 3 minuti di continuo
gioco sul loop della sola prima frase della canzone
originale, filtrata, tagliata e cucinata in tutte
le maniere possibili. Il talento di DJ Jad traspare
dal continuo cambio della base ritmica e dai brevi
ma provvidenziali inserti che alleggeriscono la
creazione (soluzioni che avevamo già sentito
nel suo remix su K7 "Come Baby Come"):
l'insieme è allo stesso tempo ripetitivo
ma spiritoso, tenace ma delicato, alternativo
ma nostalgico.
Anche sulla strumentale "Slurp" pare
si senta la mano di Jad: due differenti linee
melodiche (la prima è basata su una frase
minimale di chitarra elettrica distorta, l'altra
pare ereditata da un potenziale hit degli Alphaville)
vengono alternate su un beat condito con fill-in
di tamburelli e rinforzato da tonfi di basso overboost.
Commerciale finchè si vuole, ma orgogliosamente
al di fuori dei soliti suoni e delle solite melodie...