Sin dall'epoca del fantastico debutto con "Reckless
Girl" (un paio di annetti or sono, suppergiù…),
l'attività del talentuoso duo britannico non ha
mai cessato di fermarsi, alternando i lavori in
conto terzi (basti ricordare i remix per gli ultimi
2 singoli di Dido, "White Flag" e "Stoned", e
lo scambio di cortesie con Bini & Martini, rivisitando
il loro "Say Yes" e facendosi rivisitare il proprio
"History") e le produzioni in conto proprio.
Il ritmo delle loro releases negli ultimi tempi
si è fatto assolutamente frenetico, tanto che
dopo l'"History" di primavera 2003, hanno visto
la luce in rapida successione autunnale il raffinato
e rarefatto "Doin' Me Wrong" (più apprezzato nella
variante hard-electro by Mike Monday) ed il riciclo
happy-vintage "Everybody Knows".
A quanto pare l'ultima frontiera della strategia
commerciale è rappresentata dall'uscita in coppia,
visto che, per non perdere il filo, si segnalano
altre due loro recentissime pubblicazioni: "Tonight"
e "I Can See You Dancin'" (quest'ultima sotto
il nick "Beginerz Productions present Def-E").
Nonostante abbia visto la luce oramai tre mesi
fa, "Everybody Knows" continua ad essere presente
nelle playlist più prestigiose: la ricetta di
Ewen MacNeil (aka Def-E) & Ibi Tijani continua
a mostrarsi tanto semplice e fedele quanto efficace
ed imperitura. La loro abilità nel lavorare estratti
"nobili" di matrice soul, blues e jazz ed il loro
gusto nel saperli fondere con groove che spaziano
su tutte le tendenze house rimangono intatti nel
tempo e sono, a lungo andare, diventati veri e
propri marchi di garanzia (al contrario dei loro
remix che, francamente, trovo un po' troppo piatti
e spenti…)
Su questo vinile import (pare sia stato pubblicato
anche su licenza italiana, ma non ne ho trovato
traccia) tuttavia c'è il trucco: il sample utilizzato
non risale, come potrebbe sembrare, a qualche
gioiello del tempo che fu, bensì appartiene al
teutonico "Hip Teens Don't Wear Blue Jeans" by
Frank Popp Ensemble, insuperato esempio contemporaneo
(datato 2001) di restauro d'atmosfere ye-ye degli
anni '60.
La stesura del pezzo, a dire il vero, è un po'
penalizzante: tutta la prima metà dei 7 minuti
e rotti è impegnata dall'intro basato sull'anonimo
beat a cui si sottende, in maniera oscura ed abbondantemente
filtrata, il contagioso groove del brano citato.
Solo dopo il break centrale si libera il fascino
"oldie" della creatura originale (di cui viene
campionata l'intera prima strofa), adeguatamente
sorretto da una cassa pompata a dovere: elementare
e trascinante!
Non capisco poi per quale motivo ci si ostini
a definire "dub" (sul lato B) quella che è la
semplice traccia strumentale…