Finalmente arrivato anche su vinile, comincia
a diradarsi il mistero su questa formazione capace
di restaurare come meglio non si potrebbe uno
degli all-time-classics del jazz.
Il loro brano "La Maison" (contenuto
nel CD singolo di "Doo Uap
") era
presente in ben due diverse compilation patrocinate
da Radio Montecarlo: quasi una garanzia d'origine
controllata, anche se degli autori nulla era trapelato
a noi comuni mortali.
Dopodichè aveva cominciato timidamente
a diffondersi nell'etere FM (soprattutto in ora
tarda) un seducente motivetto che pareva ripescato
da un polveroso 78 giri dimenticato in soffitta
da chissà quanto tempo
Trattasi del
celeberrimo "It Don't Mean A Thing",
celeberrima perla del be-bop composta da Duke
Ellington poi entrata stabilmente nel repertorio
di mitici esecutori quali Stan Getz, Dizzy Gillespie,
Thelonious Monk ed interpretata dalle fantastiche
ugole di Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Nina
Simone e molti/e altri/e.
Ebbene, il miracolo di questa rilettura allo
stesso tempo audace ed elegante non proviene (come
credevamo
) dall'oltralpe, bensì dal
talento di Filippo Clary e Max Bottini, i quali,
insieme al corposo sax di Stefano Di Battista
(dalla prestigiosa Blue Note) ed alla voce suadente
di Francesca Sortino, ci offrono un gioiello di
rara grazia e finezza in cui il fascino retrò
(abile, calibrato e suggestivo l'impasto delle
parti vocali che paiono campionate) si amalgama
alla perfezione con l'effetto live-session volutamente
conferitogli dall'essenziale orchestrazione per
piano (un vero tormentone la scaletta che si sottende
per l'intero brano), archi (splendido il contrabbasso)
e batteria (rullate in fill-in e ritmo sincopato).
In facciata A troviamo l'originale: ideale per
un'apertura di serata très chic (anche
perché manca un intro adeguato per la miscelazione),
si sviluppa con cura ed equilibrio fino ad un
finto finale cui segue una breve ripresa per chiudere
in pieno swing.
Remix on the B-side affidato al fantomatico 3rd
Face from Par-T-One (ancora chiusi nel silenzio
dopo l'anthem 2001 "I'm So Crazy"):
cassa per subwoofer ed inserti di sax e voce creano
una dub dal groove ipnotico che finisce per banalizzare
il feeling colto e sofisticato del brano.
Due parole anche per la geniale idea della clip,
costituita dal loop di una breve sequenza a disegni
animati nella quale si narra l'avventuroso furto
di un prezioso 45 giri: il degno complemento di
un progetto il cui meritato successo avrebbe potuto
essere previsto anche dal più scalcinato
degli astrologi!