Operazione quantomai attesa e strategicamente
ritardata al fine di dare nuova linfa al brano
più gradevole (insieme a quello di Daniele
Silvestri) ascoltato all'ultimo Festival di Sanremo.
Le ultime estati hanno spesso portato gloria alla
musica leggera di casa nostra (si ricordi Alex
Britti, Davide De Marinis, Valeria Rossi,
),
soprattutto se il motivo si presta anche ad una
"revisione" in chiave dance o quantomeno
ballabile.
Regina dei dancefloors nostrani non più
di qualche anno fa, la dotatissima (vocalmente)
Alessia Aquilani tenta di prolungare il già
lusinghiero successo di vendite ottenuto da "Dimmi
Come" presentando i remix per la stagione
calda. Già la straconosciuta versione originale
(qui opportunamente presente) possiede grinta
ed energia non indifferenti: l'incipit gospel
in stile r&b lascia subito il posto ad un'orchestrazione
"live" completa in cui spiccano le chitarre
di Massimo Marcolini (co-autore del pezzo) ed
il piano sul break "salsa" suonato da
Mauro Tondini.
Il remix principale (proposto anche in radio
edit) è firmato da Andrea Piras & Pier
Di Stolfo (produttore di Carolina Marquez): l'andatura
è sempre tirata e ben sostenuta da un sequencer
simile a quello recentemente sentito in Basstoy
"Runnin". L'intro ad uso miscelazione
con clapping e loop vocali porta velocemente all'apertura
dove la parte vocale è adattata alle 128
bpm (non so se è stata ricantata oppure
se è stata velocizzata in master-tempo),
mentre all'inciso parlato è riservata una
base filtrata sui bassi. Il ritornello erompe
in tutta la sua forza, grazie ai cori femminili
ed alle sovrapposizioni vocali che seguono sul
riff strumentale. Trattasi di un lavoro veramente
ben fatto, vivace, pimpante, curatissimo nei dettagli
(la base più volte si ferma e riparte a
sottolineare i cambi di linea vocale e melodica),
la cui freschezza asseconda al meglio la verve
del pezzo e della sua protagonista.
La versione che apre il lato B è opera
di Sergio Portaluri e Matteo Pappalardo: trattasi
di una rilettura orientata su canoni house più
convenzionali, basata su un tipico groove bass
& drum in cui il cantato appare più
lineare e composto. Si elevano le incursioni virtuose
del "superpowered" piano di Franz Contadini
sul refrain e l'accompagnamento delle chitarre
nel lungo finale strumentale.