Cos'hanno
mai combinato i Buggles per diventare oggetto di
culto? Apparentemente poco o nulla.
Trevor Horn e Geoff Downes hanno segnato il passaggio
dalla disco-music degli anni '70 al pop elettronico
degli anni '80 con due soli album ed un grande hit
("Video killed the radio star" ovviamente
Di "I'm a camera" si ricorda qualcuno?),
ma nonostante la loro estemporaneità vengono
tuttora citati ed annoverati tra i punti di riferimento
dell'attuale novelle vague francese.
Beh, durante gli anni '80 qualcos'altro hanno combinato
ma rigorosamente in sede separata: Downes come promotore
e membro del supergruppo rock Asia ("Heat of
the moment" il pezzo migliore) ed Horn in veste
di produttore (Seal, Grace Jones, ) nonchè
fondatore della label Zang Tumb Tumb (Propaganda,
Frankie Goes To Hollywood, ).
Tutto ciò per annunciare vent'anni dopo il
ritorno dei Buggles sotto le mentite spoglie del
duo Daft Punk con questo terzo estratto da "Discovery"
(caso vuole che l'ordine di uscita dei singoli sia
lo stesso della track list dell'album). Il brano
è veramente delizioso e ci aveva già
catturato al primo ascolto dell'opera omnia: un
gioiellino che parte delicato con la stessa identica
voce ascoltata in "Video killed "
per poi inserire la cassa solo a strofa terminata.
Viene citato un sample a noi sconosciuto ("I
love you more" by George Duke) che potrebbe
celarsi nei 2 break frenetici e rockeggianti o nell'intermezzo
soft che vagamente suona come "The logical
song" dei Supertramp o ancora negli inserti
di tromba che pare di aver già sentito in
non-so-quale-canzone di Elton John.
Uno scrigno di citazioni uscito dalla macchina del
tempo, firmato anche da C. Sosa aka DJ Sneak (autore
di alcune dub degne d'attenzione per XXX e Van
Helden), che ci convince soprattutto per l'arrangiamento
decisamente accattivante (non mancano gli assoli
di chitarra elettrica già protagonisti di
"Aerodynamic")
e per l'uso discreto dell'elettronica.
Sul lato B ascoltiamo pari pari la versione strumentale
E perché allora chiamarla "dub"?