This
is house allo stato puro! La pubblicazione
sulla mitica Strictly Records non poteva passare
inosservata ed infatti le prime copie import sono
andate a ruba; a rendere giustizia arriva ora la
stampa su provvidenziale licenza italiana.
Era un po' che non si sentiva un pezzo così
"povero" e ripetitivo, nei canoni dell'house
sound d'annata, quello from Chicago per intenderci
E proprio questo feeling "old school"
gli ha permesso di uscire dal ristretto circuito
underground dei club più esclusivi.
Definirlo essenziale è un eufemismo, essendo
unicamente basato sull'interminabile ed estenuante
loop del brevissimo campione vocale tratto da "Live
your life be free", non proprio celebre pop-hit
di Belinda Carlisle. La semplicissima ricetta di
Chris Malinchak & Greg Bahary risulta però
quantomai indovinata allorquando su codesto delirio
vi si appoggia una ritmica tosta, secca ed incisiva,
una cassa dritta che altri hanno non a torto definito
"alla Daft Punk", doppiata da un basso
regolare quasi live. Ciò che ne risulta è
un brano tanto poco radiofonico (a meno che non
disponiate di un sub-woofer di prestigio) quanto
invece trascinante e coinvolgente "on the dancefloor".
Se poi i maestri Gray & Pearn (aka Full Intention)
con pochi e sapienti tocchi al punto giusto riescono
a posizionare strategicamente i fill-in di stacco
e ripartenza (particolarmente indovinato quello
"solo cassa" già sentito in Stardust
"Music sounds better "), allora la
creatura nasce già sorridendo!
La dub appare sensibilmente diversa, con base più
"oscura" accompagnata da un accordo di
chitarrina ed inserti vocali che affiorano sporadici.
Breve pausa al centro ed altri due piccoli break
sotto i quali mi pare affiori una reminiscenza di
"Shattered Dreams" di Johnny Hates Jazz.