L’idea è persino elementare e, come
tutte le cose semplici in musica, se all’inizio
ti seduce e ti sorprende per la sua spontaneità,
alla lunga (e soprattutto se sovraesposta…)
finisci per non poterne più.
Personalmente avevo conosciuto i personaggi in
questione ascoltando il loro remix di Sean Paul
“Get Busy”
e ne ero rimasto entusiasta: da una parte la carica
adrenalinica e trascinante di Fatman Scoop, voce
aspra e possente perfettamente accoppiata ad uno
stile “wild-&-dirty” da MC di
strada, dall’altra un superbo lavoro di
post-produzione by DJ Riz & DJ Sizzahandz
(aka Crooklyn Clan), capaci di assecondare al
meglio la verve dell’istrionico vocalist
hip-hop ed al contempo di operare sul pezzo con
misurate ed azzeccate variazioni sul tema.
Subito dopo è arrivata la consacrazione
planetaria di “Be Faithful”, perfezionando
la ricetta: il riff dell’hit r&b “Love
Like This” di Faith Evans (prodotto da Puff
Daddy citando a piene mani “Chic Cheer”
degli Chic) viene rimontato, riarredato con un
simpatico intermezzo jazzy tratto da “The
Choice Is Yours” dei Black Sheep ed allestito
ad hoc per le urla e gli schiamazzi da
party dello scatenato compagno d’avventura.
E le charts dell’orbe terracqueo hanno loro
meritatamente arriso.
Piuttosto inutile a quel punto, anche se tutto
sommato ben realizzata, la variante veloce di-casa-nostra
firmata Highpass (cioè Marco Brugognone,
factotum del team Motivo e già remixer
per le licenze italiane di Who Da Funk): il groove
house sostiene decentemente il vocal integralmente
trasposto, l’arrangiamento ed i breaks sono
anche rispettosi, ma nulla hanno a che vedere
con la potenza e la forza dell’originale
downbeat.
Il follow-up recentissimamente uscito mostra
già un po’ la corda del giochino.
Nato inizialmente in tandem con DJ Kool e pubblicato
l’anno scorso come remix del glorioso anthem
hip-house late-80s “It Takes Two”
by Rob Base & DJ E-Z Rock (a sua volta genialmente
costruito su un frammento ritmico estirpato dal
classico soul “Think (About It)” eseguito
da Lynn Collins e prodotto da James Brown), “It
Takes Scoop” è stato ulteriormente
impreziosito (o appesantito…?) in corsa
con 2 estemporanei inserti asportati dal coevo
repertorio del rapper Chubb Rock (“Treat
‘Em Right” e “Caught Up”
i brani citati).
Non fosse esistito “Be Faithful”
saremmo qui a celebrare uno dei dischi più
divertenti degli ultimi tempi; ora invece ci limitiamo
a dire che sta viaggiando sul nostro piatto una
replica palliduccia e stiracchiata. Questa volta
il gusto per i campionamenti celebri e la sfida
degli arditi accostamenti non raggiungono la perfezione
ammirata nell’ancor fresco predecessore:
forse il bpm è un po’ troppo alto,
forse l’interpretazione di Fatman rimane
un po’ troppo tra le righe, forse manca
la magia del contrasto tra la melodia della base
e l’asprezza della sovrapposizione vocale…
Fatto sta che, pur rimanendo un bell’esercizio
di stile tecnicamente impeccabile, “It Takes
Scoop” non buca più di tanto; suona
carino, simpatico, divertente ma altrettanto scontato
e prevedibile; in più non ha il tiro, non
ha l’intensità, non ha il vigore
necessario per poter scaldare il dancefloor.
Il sospetto che ci si trovasse innanzi all’ennesimo
compromesso commerciale dell’hip-hop era
forte già prima, ma con questo ne si ha
la quasi totale certezza: troppo patinato (anche
se la veste grafica by Reptile House è
tutt’altro che da disprezzare) ed edulcorato,
nonostante i toni ruvidi e rabbiosi e l’immancabile
bollino “parental advisory: explicit lyrics”.
All’album “Party Breaks” di
imminente uscita la sentenza definitiva: vera
fibra da gavetta downtown o artefatto fenomeno
da baraccone?