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CRAIG DAVID
7 Days (12'', Wildstar/Edel, 2000)
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recensione di Ivan Gamberini scrivi un'email


Craig David - 7 Days

Primo e strafamoso estratto da “Born to do it”, opera prima di Craig, il brano al top delle charts di tutta Europa viene proposto in tre versioni oltre a quella dell’album.
Le prime due non si limitano ad essere dei semplici remix ma vedono una vera e propria ricostruzione del pezzo che tra l’altro viene ricantato dal nuovo Re del 2 Step. Le sonorità hip-hop imposte dal team Full Crew, oltre ad aumentare i bpm, fanno venir meno la dolcezza e l’andamento cantilenante della traccia originale. Se aggiungiamo che il vero punto di forza di 7 DAYS è l’orecchiabilissima filastrocca sui giorni della settimana e che qui il celebre ritornello rimane invece in una veste solamente accennata, la rilettura diretta da Mr. Wayne Lawes si propone sicuramente come alternativa ma di altrettanto dubbia efficacia. La seconda versione differisce dalla prima per la presenza di alcuni trascurabili inserti rap by MDK.

La versione house a cura di Ceri Evans della Sunship Productions è disarmante nella sua mancanza di feeling. Trattasi del più anonimo dei remix, in cui l’a-capella di Craig viene adattato ad un groove veramente poco significativo. La fascinosa cadenza del performer è inibita dal ritmo sostenuto, tanto che il refrain è diventato un incomprensibile scioglilingua e la parte vocale un orpello del tutto trascurabile.
Certo che se dopo quasi 17 minuti di ascolto non si vede l’ora di sentire l’originale (tra l’altro ascoltabile anytime anywhere) ci si chiede quale sia il senso di certe operazioni….



8 gennaio 2001


Track list:


A1: Full Crew mix
A2: Full Crew club mix (feat. MDK)
B1: Sunship mix
B2: album version



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