Ritorna ad esibirsi dal vivo, a distanza di tre
anni e dopo i fasti sanremesi, Daniele Silvestri,
uno dei pochi geni della musichetta popolare italica.
Incredibilmente sold-out al Live Club, uno dei
locali ultimamente di moda nel milanese, con addirittura
qualche fan dell'ultima ora (ossia tutti quelli
che hanno conosciuto il nostro con "Salirò")
disposto ad aspettare fuori la magnaminita' dell'organizzazione
e strappare un ultimo biglietto pur di assistere
allo spettacolo.
Fanno da apripista i Giuliodorme, band da tempo
nel circuito di Enzo Miceli (produttore di Silvestri),
che hanno partecipato all'ultimo festival proprio
con una canzone scritta dall'headliner. La loro
musica e' godibile, un guitar-pop alla Verdena
(e quindi alla Coldplay, ossia alla Oasis
)
solo con la voce piu' distinguibile dal sottofondo
musicale, una buona mezz'oretta di riscaldamento.
E' il turno della star della serata. Che Daniele
non si senta a casa (non e' davanti ai soliti
fedelissimi stipati al Leoncavallo o al Palavobis)
lo si avverte subito: da' immediatamente in pasto
alla folla "Salirò" senza balletto
finale, messaggio chiarissimo che significa "Andatevi
a prendere una birra se il resto non vi interessa!".
Essendo in doppia cifra in quanto a partecipazione
ai suoi concerti, posso dire senza paura di essere
smentito che non mi e' mai stato cosi' facile
guadagnare la prima fila, infatti davanti la gente
pensava di essere al cinema e non ad un concerto,
mai un coro, ne' un applauso o il minimo saltello;
assurdo!
Fortunatamente vengono proposte solo le migliori
canzoni dell'ultimo pallosissimo disco e quasi
tutte di seguito, quindi ci avviciniamo rapidamente
verso i momenti caldi. Con "Amore Mio"
si nota che i fedelissimi hanno raggiunto quasi
tutti il palco e si scalda anche Daniele, finalmente
parla, gioca col suo pubblico e fa vedere di essere
decisamente in forma. Arrivano a questo punto
le mitiche "Banalita'" e "Frasi
da Dimenticare", con arrangiamento ogni volta
diverso e ogni volta bellissimo. Scivoliamo verso
la fine e dopo il giochino dei rientri ascoltiamo
una ennesima versione de "Il Flamenco della
Doccia", quindi "Aria" e la tanto
attesa "Cohiba" (durante la quale e'
volato anche qualche commento del tipo. "Ah
era sua questa canzone?" indice della preparazione
del Live Club) .
Chicca finale e' un bis volutamente in playback
(due oscenita' che dovrebbero essere estranee
ai concerti, ma per quanto mi riguarda da DS si
puo' accettare qualunque cosa) di "Salirò"
questa volta con balletto di tutta la band anche
se mancava quell'essere formidabile che lo ha
accompagnato nella serata conclusiva di Sanremo.
Nel complesso una esibizione particolare, pur
priva di capisaldi del suo repertorio tipo "L'Uomo
col Megafono" o "Strade di Francia",
il difetto forse e' nello spazio che deve essere
per forza di cose dato all'ultimo album, a mio
avviso non all'altezza degli altri. In ogni caso
e' sempre meglio esserci.
Recensioni collegate:
Daniele Silvestri - Uno'
Due'