LIMP BIZKIT - Significant Other (Interscope, 1999)
di Fabrizio Roych
I Limp Bizkit quelli di "Mission Impossible
2". Se possedete una radio l'avrete sentita,
"Take a Look Around", avrete sentito il
misto di chitarre distorte e urli e rap. Il rap-rock,
e anzi il rap-hard rock ha camminato fianco fianco
all'hip hop tradizionale fin dall'inizio. E nei
Limp Bizkit c'è più rap o c'è
più rock? Non è molto interessante,
e per i Limp ancora meno. E' vero insomma che i
Limp non hanno inventato nulla, ma la formula della
loro musica merita davvero un'attenzione particolare.
Ora lasciamo stare i mischioni più evidenti.
Lasciamo stare cioè i gruppi heavy e metal
(Anthrax, Aerosmith...) che hanno collaborato con
artisti rap. Prendiamo invece chi ha fatto del crossover
il proprio credo musicale. I Rage Against the Machine
sono la bandiera di questo stile, ma i fuoriusciti
dall'hip hop sono ormai una folla. I Cypress Hill
sono più sull'altra sponda che in patria.
Di chitarre distorte pare non possano più
fare a meno, peccato solo non siano capaci... Ice
T per sfogare le voglie di hard rock ha creato il
Body Count, e Everlast dopo gli House of Pain girovaga
fra i generi (musicali). I Limp Bizkit di Fred Durst
non hanno fatto parte di nessuna chiesa. Nè
dell'hip hop e né del rock, hard o meno.
La loro formula allora ha un altro segreto. Prendere
le chitarre distorte, prendere il suono dell' hard
rock e ammorbidirlo. Poi prendere un rap tranquillo,
piano, pop, privo di invenzione, e metterlo insieme
all'hard rock ammorbidito di prima. Ne viene una
ricetta gustosa, in cui non si mischiano i sapori,
e in cui il rap e le chitarre ruotano insieme senza
miscelarsi. Una bella trovata.
La traccia del successo è la molto nota "Nookie", una carta d'identità del suono dei Limp. Le altre sono altrettanto riuscite, ma non così equilibrate. C'è quella più rockettara e quella più rappettara. Quella spaccatimpani e quella lenta lenta. Dalla sei alla nove regnano le chitarre distorte. Le altre, per farla semplice, sono crossover. Un genere ibrido di rap e hard rock, la specialità della casa insomma. "N 2 Gether Now" è la sola traccia del tutto hip hop, e non è male per niente. Produce il solito Premier, e Fred Durst rappa con la sua voce acuta e nasale, come quella di Eminem. Si somigliano, lui e Eminem, almeno nel tono di voce. Sono amici e hanno cantato insieme, sono stipendiati entrambi dalla Interscope e sarà facile che collaborino a qualcosa di più di un paio di tracce sparse. E' un auspicio, perché se Durst ha un taglio ancora da musicista rock, la voglia di hip hop e il talento promettono bene. Un cantante che rappi con questa abilità e con tale flow è rarissimo. In questo pur riuscito album pare sacrificato, sembra avere cavalli che non riesce a scaricare a terra. "Nookie" e "N 2 Gether Now" sono le eccezioni, dall'energia bruciante.
La scritta 'Limp Bizkit' sull'album e tutto il
taglio grafico denunciano il feeling con il movimento
hip hop. Le produzioni sposano con ottime soluzioni
strumenti e deejay, anche se la supremazia resta
alla musica suonata, ai giri armonici e quant'altro.
In Italia abbiamo avuto un gruppo che dalla musica
suonata ha piano piano introdotto le macchine.
I Casino Royale del live '96 e di "CRX"
sono stati i fautori del miglior crossover hip
hop italico. Produceva Dj Gruff, il Premier nostrano.
Durst e soci paiono su questa via. Disimpegnare
le chitarre e circondarsi di mixer e piatti, e
maturare un suono già rotondo e efficace
in questo "Significant Other". In realtà
la mia è una speranza, perché l'album
è proprio bello. La formula è vincente,
e promettente.
Recensioni collegate
Limp Bizkit - Three
Dollar Bill Y'All$
Limp Bizkit - Chocolate
Starfish and the Hot Dog Flavored Water
30 ottobre 2000
