Quante volte Iron & Wine è stato
accostato a Nick
Drake? Tante, troppe: tutte
le volte che si parla dei suoi dischi. Per noi
significherebbe sminuirne l'opera, perché,
tralasciando qualche somiglianza fisiologica
nelle trame di chitarre ("House by the sea"),
ci sembra che "The Sheperd's Dog" abbia
la forza di brillare di luce propria.
Lasciamo
quindi ad altri lo sterile esercizio di scomodare
gli illustri predecessori di genere, chiamati
in causa ogniqualvolta un prodotto di songwriting
di valore assoluto, come questo di cui scriviamo,
capita a portata di orecchie.
La terza
fatica discografica di Sam Beam (escludendo gli
ep) uscita per la Sub Pop anche nella versione
in vinile, assume un connotato di indipendenza
dai clichè di genere solitamente adottati
dall'ondata di nuovi cantastorie del terzo millennio,
pensiamo al capostipite Devendra Banhart e al
pur buon Josè Gonzalez. Così tra
la più classica delle ballate country
("Resurrection Fern") trovano spazio
sconfinamenti nella psichedelia incipiente di "Peace
Beneath The City".
La sequenza delle
tracce ci accompagna, con certa serenità che
mai diventa pesantezza o noia, attraverso i territori
dell'America Confederata con una scelta di arrangiamenti
assai equilibrati, in cui spesso si affacciano
strumenti della tradizione country; arrangiamenti
mai ridondanti usati per conferire al disco quella
omogeneità di intenti derivata da una
ispirazione lieve e delicata. I suoni delle percussioni,
davvero inusuali in un disco folk, meritano una
menzione particolare e sono l'inevitabile eredità della
collaborazione coi Calexico sfociata nell'ep "In
the reins", pubblicato nel 2005.
Il
barbuto docente di cinematografia presso l'università di
Miami, Florida, sforna così il suo lavoro
più maturo e consapevole ed è probabilmente
proprio dalla sua professione istituzionale che
attinge la capacità di raccontare per
immagini: Sam Beam riesce a evocare, attraverso
i suoni e le atmosfere di questo disco, territori
incontaminati e sublimi, ambienti familiari e
paciosi, la staccionata o il patio di un ranch,
luci calde al tramonto di un avamposto nel deserto.
La
sua voce chiude il cerchio di questo racconto,
lasciando all'ascoltatore una piacevole sensazione
di mancanza, perché, sì, vorresti
proprio che quella barba così lunga continuasse
a parlarti delle sue cose.
collegamenti su MusiKàl!
Iron & Wine - Woman King
Iron & Wine - Our Endless Numbered
Days
Nick Drake - la Kalporzgrafia
Devendra Banhart - Cripple Crow
Devendra Banhart - Nino Rojo
Devendra Banhart - Rejoicing In The Hands
Josè Gonzalez - Veener
Calexico - Garden Ruins
Calexico - Hot Rail