Per una serie fortunata di eventi, Tiga si è
trovato ad essere un alfiere inossidabile della
house attuale con gli stessi strumenti del mestiere
di vent’anni fa. La sua prima prova sulla
lunga distanza, questo “Sexor”, dopo
una serie oculata di singoli, gli ha fatto conquistare
i dance floor della domenica pomeriggio e –
contemporaneamente – la copertina dei giornali
più indie. Cosa è successo? Che
la house degli Anni Ottanta fosse stata sdoganata
e avesse assunto il fascino dei simpatici dinosauri
di cui si vedono le foto nei sussidiari lo si
sapeva. Meno che si potesse eleggere come punto
di riferimento dell’electro attuale un buon
artigiano dei synth che furono come è –
in fondo in fondo – il canadese.
Non che a “Sexor” manchino la funzionalità
o le melodie catchy: “(Far From)
Home” e “You Gonna Want Me”
sono perfette eredi, probabilmente grazie alla
collaborazione dei fratelli Dewaele dei Soulwax,
dell’hit “Pleasure
From The Bass” che il discomiusik Gamberini
aveva sezionato analiticamente in tempi non sospetti
qui su Kalporz. Il problema di Tiga Sontag è
che gli manca quella voglia di far suonare i pezzi
veramente come potrebbero suonare oggi. Sfido
chiunque a buttare dentro una “High School”
in un djset tutto dedicato a contemporanei di
Sandy Marton e Den Harrow: difficilmente gli scalmanati
in pista, quasi quarantenni che non si dimenavano
più così dal Quattro Settembre 87
Concerto Di Madonna A Torino In Diretta Rai, potrebbero
capire che non si tratta di roba che hanno ballato
senza la giacca e cravatta che portano adesso.
Danno un po’ da fare il semplicismo (non
la semplicità!) di arrangiamento, la voce
mixata troppo fuori rispetto alla base sonora,
i bow bow bass perennemente alla ricerca dell’elemento
riuscito in “Pleasure…”, l’opera
filologica di ripresa pedissequa dei suoni da
Yamaha DX7. Dà ancora più da fare
che si voglia far passare questo album come imprescindibile
oggigiorno sotto le mentite spoglie di novità
che celano il rimpianto del passato.
Certo i dj non potranno fare a meno di averlo
in borsa e noi si riascolterà volentieri
la minimale malinconica “The Ballad Of Sexor”
o la imponente scura cover dei Nine Inch Nails
“Down In It”, ma per il resto non
siamo di quelli che incensano “Notte Prima
Degli Esami” solo perché c’è
l’effetto nostalgia in agguato. “Sposerò
Simon Le Bon” è una ciofeca guardato
oggi o guardato allora, come la sperimentazione
della musica degli Anni Ottanta piaceva –
al sottoscritto – allora ed oggi. Però
andiamo avanti, per piacere, non torniamo indietro.
collegamenti su MusiKàl!
Tiga - Pleasure
From The Bass (12'')
Soulwax - Nite
Versions
Soulwax - Intervista
(10-10-2005)
Soulwax - Concerto
al Rolling Stone (Milano)
Madonna - Confessions
On A Dance Floor