Ok, lo ammetto, non mi aspettavo nulla di sorprendente
dai Sedia, terzetto di anconetani dediti al sempre
valido chitarra/basso/batteria. O meglio non mi
aspettavo nulla di diverso rispetto ai gruppi
che solitamente esordiscono per lottima
Wallace; e invece mi sono dovuto duramente ricredere.
Alessandro Calbucci, Mattia Coletti e Alessio
Compagnucci hanno qualcosa di diverso da qualsiasi
altro gruppo prodotto e sponsorizzato nel corso
degli ultimi anni da Mirko Spino. Il loro suono
è un vero e proprio pugno nello stomaco,
un noise strutturato senza lasciare nulla di sottinteso,
alla ricerca di una compattezza che si tramuti
in un poderoso schiaffo. Le pause mistiche e le
disgregazioni sonore che sono in parte il marchio
di fabbrica della Wallace scompaiono per lasciare
posto a riffs poderosi, cavalcate ossessionanti
da togliere il fiato, una batteria scatenata,
muri di feedback, riverberi e fragori infernali.
Tutto pensato e suonato esclusivamente di pancia,
lasciando sfogare le proprie sensazioni, abbandonando
inibizioni di qualsiasi genere. In questo, quanto
di più eticamente rock si possa immaginare!
E questi ragazzetti hanno poco più di ventanni,
diamine.
A sorprendere non è soltanto larguzia
dellarchitettura sonora, che va dalla frenesia
travolgente delliniziale Stalker
ai tempi maggiormente spezzati di Moholy
Nagy passando per la catarsi disturbata
di Kinski contro Volonté e
per la quadratura del cerchio di Mabuse,
splendido punto dincontro tra il post-rock
e lhardcore (così come il film di
Fritz Lang si poneva come ibrido tra il noir e
lhorror). A sorprendere, dicevo, è
soprattutto la chiarezza dintenti che sembra
smuovere il terzetto. Un esordio esplosivo, destinato
temo a passare sotto silenzio e per la sua natura
indipendente e soprattutto per la decisione di
abbandonare la parola per lasciare tutto lo spazio
alla musica (a parte urla in sottofondo). Eppure
sfido chiunque durante lascolto di Anacleto
a non sentirsi schiacciato da un peso insostenibile,
e a non sentire lurgenza di muoversi, saltellare,
ballare, scuotersi, chiamatelo come volete.
Cè bisogno di gruppi come i Sedia
in grado di lasciarsi spingere dalla pura esigenza
fisica, animalesca, a discapito del pensiero strutturato
e della logica. Benvenuti ragazzi, complimenti
e a presto.
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