Scusatemi, ma non chiedetemi un giudizio su
questa serata. Troppo affezionato, troppo coinvolto,
troppo emozionato all'idea dell'ultimo regalo
degli Scisma, dopo lo scioglimento di circa tre
anni fa. La loro ultima data. L'ultimo valzer.
Suonano anche gli Otto'P'Notri, molto più convincenti
dal vivo che su disco, ma questa non è la loro
serata. È l'ultimo valzer. È una storia bellissima
che si conclude.
I am the ocean / the sky is my shelter.
Paolo accarezza la chitarra, Sara sussurra le
prime parole, e ti rendi conto che nulla è cambiato.
L'abbraccio della loro musica è sensuale come
lo ricordavo, è fisicità timida, è fragilità che
diventa forza, è la schizofrenia di migliaia di
connessioni possibili ("Jetsons high speed"),
è meraviglia e spavento nel lasciarsi andare:
impazzirò / cercandoti/ in ogni cosa del mondo
che vedo / e che non so spiegare. Le zone
d'ombra di un tempo hanno lasciato lo spazio alla
luce, c'ancora modo e tempo di giocare: "Centro"
perde ogni spigolo, si distende, si addomestica;
"Troppo poco intelligente" è giocosa, un puro
inno alla semplicità; "Tungsteno" è una miriade
di colori che esplodono e travolgono festanti
ogni cosa.
L'universo è come sentire che chiami.
Melodia e rumore intrecciati, prova a chiamarlo
pop e verrai travolto dalla coda de "L'universo",
che muta all'improvviso nel finale psichedelico
della vecchia "84"; prova a chiamarlo noise, e
arriverà la purezza nuda de "L'innocenza" a disarmarti.
Una serata strana, persone da tutta Italia accorse
a salutare gli Scisma; non c'è tristezza nell'aria,
ma il sapere che la fine si sta avvicinando, nota
dopo nota, canzone dopo canzone, rende ogni attimo
speciale e irripetibile: è perfezione assoluta,
nei minuti che avrei voluto eterni, tra una "Giuseppe
Pierri" dilagante nello psicodramma, e una "Rosemary
plexiglas" da brividi.
Rido / sottraggo/ resto immobile e in silenzio
/ e tutto questo m'incanta. Cosa può descrivere
tutto questo, meglio delle parole che Paolo canta
in "Golf"? "È stupido" impazzisce nel finale,
chitarre, basso e tastiere impegnate a deragliare,
a smarrire ogni logica per poi placarsi. Sembra
passato un attimo dall'inizio del concerto, e
invece è già il momento dei bis: Sara, femme fatale,
cosparge l'aria di fascino e bellezza mentre canta
"Dolce", la sua danza lenta e misurata, i suoi
passi timidi e sensuali. Tremo durante "Good morning",
perché ora so che la fine è vicina, il risveglio
dal sogno è lì, a un passo; e invece non è ancora
il momento. C'è ancora tempo per divertirsi, ancora
un po' ("Videoginnastica"), prima dell'addio.
Tutto è in dissolvenza. Il modo più dolce
e crudele per salutarci.
SCALETTA
I'm the ocean
Jetsons high speed
L'amour
Centro
Troppo poco intelligente
Tungsteno
L'universo / 84
L'equilibrio
L'innocenza
Giuseppe Pierri
Rosemary plexiglas
Golf
È stupido
Dolce
Simmetrie
Good morning
Videoginnastica
In dissolvenza