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BLACK KEYS
Rubber Factory (Fat Possum, 2004)
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di Hamilton Santià scrivi un'email

“Rubber Factory” è il terzo disco del Black Keys, duo proveniente da Akron (Ohio), cittadina americana famosa per aver dato i natali a Devo e Chrissie Hynde dei Pretenders. Sicuramente non diventerà un posto famoso perché lì ci sono nati Patrick Carney e Dan Auerbach – il primo batterista e secondo cantante e chitarrista – ma dopo aver ascoltato questo disco – terzo della formazione – un po’ stupidamente ci speriamo.

Perché “Rubber Factory” è un disco dalla sorprendente vitalità, che si distacca dalla patina cool e dall’alone di già sentito che impera in quell’accozzaglia di stereotipi che viene considerata “garage” e offre una miscela esplosiva – ma esplosiva sul serio! Questo termine su usa un po’ troppo spesso ma qui è veramente calzante – di blues sotterraneo, rock’n’roll e furia punk. Elementi che potrebbero accomunarli ai White Stripes (due qui, due la… fa sempre quattro no?) se non fosse che questo sfigatissimo combo non goda dell’appeal mediatico e della coolness di Jack White. Che è un ragazzo che sa il fatto suo a sa scrivere ottimo rock’n’roll, ma questo è un altro discorso.

Dicevamo dei Black Keys. Immaginatevi Jimi Hendrix, Sonics e Jon Spencer. Ecco… i Black Keys sono come delle canzoni dei Sonics suonate da Jon Spencer con la potenza incendiaria dell’Hendrix di “Electric Ladyland”. Provate a volare alto con la fantasia e ricordatevi le peculiarità del sound sporco e grezzo della Blues Explosion ai tempi di “Crypt Style” e questo arzigogolato paragone potrà risultare abbastanza chiaro. Sono tredici brani con un groove micidiale e da ottime intuizioni. Un sound bello corposo e una capacità di scrittura sì didascalica – non siamo certo davanti alla rivoluzione copernicana… mai affermato e non so quanto lo si voglia veramente – ma assolutamente fresca e trascinante. Chitarre sporche, fuzz e distorte che si ergono su pattern di batteria martellanti, ossessivi e tremendamente hendrixiani… ergo irresistibili. Tutto qui. Cos’altro serve per fare un gran disco rock’n’roll?

Jimi Hendrix - la Kalporzgrafia
Blues Explosion - Damage
White Stripes - Elephant
White Stripes - White Blood Cells



17 ottobre 2004


Track list:

1. When the Lights Go Out
2. 10 A.M. Automatic
3. Just Couldn't Tie Me Down
4. All Hands Against His Own
5. The Desperate Man
6. Girl is On My Mind
7. The Lengths
8. Grown So Ugly
9. Stack Shot Billy
10. Act Nice and Gentle
11. Aeroplane Blues
12. Keep Me
13. Till I Get My Way



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