Ecco il tanto sospirato secondo album degli Strokes.
Chi li ha amati per il folgorante esordio "Is
This It", dopo aver ascoltato queste
tracce vedrà rafforzate le proprie convinzioni.
Gli Strokes suonano diretti ed essenziali come
sempre, concisi, trentatre minuti per undici canzoni,
come deve essere il rock'n'roll.
Il loro fascino è sempre intatto, la voce
un po' slabbrata di Julian Casablancas, un suono
di chitarre ruvide e vellutato insieme che richiama
Velvet Underground e Stooges, certo, ma anche
i Guided By Voices, New York sempre sullo sfondo.
E soprattutto quella sensazione ineluttabile che
siano la cosa più eccitante in circolazione,
nonostante tutte le chiacchiere fatte in questi
due anni su di loro.
Quando si arriva alla musica "Room On Fire"
dimostra il valore dei cinque musicisti di New
York. Riprendono giusto da dove avevano lasciato
il discorso con "Is This It", con due
splendide scosse di energia intitolate "What
Ever Happened?" e "Reptilia", due
canzoni intense che lasciano senza respiro, dove
mostrano come l'ispirazione che li ha lanciati
sia ancora ben viva.
Poi propongono qualche deviazione verso territori
meno torridi.
Innanzitutto ecco "12:51", tanto melodiosa
eppure con un tocco di bassa fedeltà che
sembra accrescerne il fascino. E poi "Between
Love & Hate" con quel delizioso ritmo
in levare del ritornello che ricorda i Clash,
e "The End Has No End", con un crescendo
micidiale. E come sempre grande rock'n'roll ruvido
e appassionato, "You Talk Way Too Much",
"The Way It Is" e "I Can't Win",
senza fronzoli, con un suono asciutto e irruente
e un'urgenza che non lascia scampo.
Anche se a qualcuno non piacerà "Room
On Fire" conferma che gli Strokes sono una
splendida realtà.
collegamenti su MusiKàl!
The Strokes - Is
This It
Velvet Underground - Velvet
Underground & Nico
Velvet Underground - White
Light/White Heat
The Stooges - Fun
House