Era il 1971 quando Roger Waters e i Pink
Floyd
suonarono a Roma in una data rimasta nella leggenda
e purtoppo mai bissata. I nuovi Pink Floyd tornarono
infatti nella capitale solo nell'estate del 1988,
proprio nel contestato Stadio Flaminio, lo stesso
che oggi segna il ritorno del "genio creativo
dei Pink Floyd", come è scritto sul
biglietto d'entrata. Dopo una carriera solista
fallimentare (ma "Amused To Death" meritava
di più) Roger Waters ha atteso a lungo
il momento di riprendere la sua essenziale parte
di merito nell'epopea pinkfloydiana. Purtroppo
i tempi sono irrimediabilmente cambiati e quello
che resta è solo tanta nostalgia.
Come da copione la scaletta del concerto è
la stessa del doppio cd "In
The Flesh", la band suona con discreta
coesione (c'è il figlio Harry, con tanto
di dreadlocks, dietro le tastiere) e finalmente
anche "It' A Miracle" e "In Every
Stranger's Eyes" trovano il loro momento
di gloria. Il folto pubblico (oltre ventimila
persone)canta a squarciagola i grandi classici,
"Mother", "Wish You Were Here",
"Money" e la roboante "Comfortably
Numb".
Per i veri fans i momenti migliori sono altri.
Una lacerante "Welcome To Thee Machine",
la splendida "Dogs"(conosciuta anche
come "Gotta Be Crazy") dove il gruppo
si concede una pausa dietro a un tavolo, bevendo
te e giocando a carte. Dalle nebbie lisergiche
di "Ummagumma"
e "Live At Pompey" riaffiora la magica
reliquia "Set The Controls For The Heart
Of The Sun", che sembra scritta dai Porcupine
Tree.
Durante questo brano sul grande telone passano
foto quasi sbiadite della prima line-up dei Pink
Floyd Waters/ Mason/ Wright/ Barrett (nessuna
traccia dell'"odiato" Gilmour) e il
video originale di "Scarecrow", dove
i Floyd scorrazzano nella campagna inglese. Per
un attimo il volto giovane e spensierato di Roger
Waters si sovrappone a quello del Waters maturo.
Personalmente è stato il vero brivido della
serata.
collegamenti su MusiKàl!:
Roger Waters
- In the Flesh
- Concerto a Milano
Pink Floyd - la Kalporzgrafia
Syd Barrett - Barrett