Eccoci all’Arena di Verona. Ha iniziato
a suonare un gruppo tributo ai Pink
Floyd particolarmente bravo. È partito
con “In The Flesh” e i brividi sono
saliti sulla pelle. Chi sono? Gli Eclipse, forse.
Ma no, il bassista assomiglia in modo prepotente
a Roger
Waters, uguale uguale, e poi non gliela danno
mica l’Arena agli Eclipse. Sì però
non possono essere nemmeno i Pink Floyd, l’ha
fatto capire subito questo gruppo: “Pink
isn’t well, he stayed back at the hotel/And
they sent us along as a surrogate band”.
Quindi dev’essere una dannata band surrogato.
Eh, i Pink Floyd. Quasi come Nutella. Come sarebbe
stato bello poterli vedere, quelli veri,
però si sa: noi rocker trentenni siamo
stati sfigati, le leggende del rock le abbiamo
potute vedere morte o con il libretto della pensione
sul comodino. E dire che siamo cresciuti quattordicenni
(italiani) ascoltando Pink Floyd e Doors come
i quattordicenni (americani) del ’69, solo
che noi per vedere Jim Morrison abbiamo sempre
dovuto andare sopra una tomba a Pére Lachaise
mentre loro dovevano essere solo sicuri che quel
maniaco non si fosse fatto arrestare facendo vedere
il suo coso on stage, poi bastava andarlo a trovare
nel live più vicino a casa. È vero:
ci sono stati i Pink Floyd a Venezia, lo hanno
detto anche i Pitura Freska, e poi un tour con
tutte le lucine e le lampadine nel ’94,
ma noi eravamo ancora intenti ad ascoltare “The
Wall” e non capivamo chi fossero quei tre
che facevano “Learning To Fly” assieme
a “One Of These Days”.
Mancava qualcosa e il tutto era troppo tronfio.
Ehi! Ma quella voce che intona “Mother”
è davvero alla Waters! Sul video alle spalle
girano immagini come di un “The Wall”
rimodernato, si passa a “Shine On Your Crazy
Diamond” e poi subito a “Have A Cigar”
e bisogna complimentarsi: gran bella scelta quest’ultima
per una cover band dei Floyd. Ecco, “Wish
You Were Here” era scontata la facessero,
però cavolo una “Set The Controls…”
così erano secoli che non la sentivo! Anzi,
non si era mai sentita. Psichedelica al massimo
e suonata come se i ceffi sul palco avessero titolo
a reinterpretarla.
Poi avviene qualcosa di ultraterreno: “The
Gunner’s Dream” è di un’emozione
indescrivibile, indicibile, inqualificabile. Il
cielo in terra. E “Southampton Dock”
e “The Fletcher Memorial Home” ce
lo confermano: qui stiamo davvero ascoltando Roger
Waters. Infatti solo lui avrebbe potuto fare “Perfect
Sense” e “Leaving Beirut” che
sono sue ma che non c’entrano nulla con
i quattro di Londra. “Back To Floyd!”
dice al microfono quel tipo che ormai identifichiamo
come Waters e parte “Sheep”: che bellezza!
Una pausa e poi tutto “The
Dark Side Of The Moon” che è
“The Dark Side Of The Moon” senza
una virgola fuori posto, perfetto ma anche quegli
altri lo rifacevano dalla a alla z. C’è
da dire una cosa però: “Us And Them”
su disco ci ha fatto sempre un po’ dormire
mentre stasera ha un respiro che pare essere il
soffio dell’universo. Nel Libro della Genesi
della Musica ci dev’essere un paragrafo
su questo soffio, devo rileggermelo. Ormai siamo
catatonici: sì, ci ricordiamo di Vera Lynn.
“Vera”, “Bring The Boys Back
Home”, “The Happiest Days Of Our Lives”,
“Another Brick In The Wall Part 2”,
“Comfortably Numb”. Quasi tre ore
di concerto. Altro che, questo è il nostro
di “happiest day of our live”, abbiamo
visto i Pink Floyd. Non così paranoici,
disperati, sognatori come quelli veri, però
più vicini a quel che furono i veri di
quelli che ha mai impersonificato Gilmour. Siamo
romantici e ci siamo sempre identificati nelle
ossessioni di Waters per cui non poteva che essere
così.
Uscendo dall’Arena lo sguardo cade sul
cartellone estivo: come tutti gli anni danno l’“Aida”
di Verdi. Beh, questa stagione concertistica è
stata avanti cent’anni: fra un secolo
all’Arena infatti, l’abbiamo letto
nel Libro della Musica, rappresenteranno ancora
l’“Aida” ma in programma ci
sarà fisso anche “The Dark Side Of
The Moon”.
Scaletta:
1. In The Flesh
2. Mother
3. Shine On Your Crazy Diamond
4. Have A Cigar
5. Set The Controls For The Heart Of The Sun
6. The Gunner’s Dream
7. Southampton Dock
8. The Fletcher Memorial Home
9. Perfect Sense
10. Leaving Beirut
11. Sheep
12. (a) Speak To Me, (b) Breathe In The Air
13. On The Run
14. Time
15. The Great Gig In The Sky
16. Money
17. Us And Them
18. Any Colour You Like
19. Brain Damage
20. Eclipse
21. Vera
22. Bring The Boys Back Home
23. The Happiest Days Of Our Lives
24. Another Brick In The Wall Part 2
25. Comfortably Numb
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