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IRON MAIDEN
Rock In Rio (2CD, EMI, 2002)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Iron Maiden - Brave New World

C'è qualcosa di rassicurante nell'osservare che certe cose che ci piacevano un tempo mantengono la stessa freschezza ed intensità di una volta. Quello che è insolito è il fatto di ricevere queste sensazioni da un gruppo metal che da più di vent'anni si esibisce sui palchi di tutto il mondo con uno zombi alto cinque metri. Naturalmente stiamo parlando degli Iron Maiden e della loro "mascotte" Eddie. Forse per la prima volta il simpatico morto vivente, invece che incutere timore, ha provato lui stesso un po' di tremarella nel comparire di fronte a 250.000 persone, in occasione del "Rock In Rio", il gigantesco rock festival che si svolge tutti gli anni nella metropoli brasiliana. Questo concerto è stata l'ultima tappa del lungo tour che i Maiden hanno intrapreso in seguito all'uscita di "Brave New World", ed è stato certamente il più grande "bagno di pubblico" mai affrontato dal gruppo.

La testimonianza di questo evento ha preso corpo in "Rock In Rio", doppio disco live prodotto da Kevin Shirley (lo stesso di "Brave New World") in cui ritroviamo vecchi e nuovi cavalli di battaglia suonati con l'onestà e l'energia che da sempre contraddistingue questa band. Il primo CD è occupato per più di metà proprio da brani tratti da "Brave NewWorld", fortunato disco che ha visto la rimpatriata dei vecchi "compagni di squadra" come Bruce Dickinson e Adrian Smith, pur mantenendo nella formazione la chitarra di Janick Gers. Chi si aspetta di trovarsi di fronte ad un micidiale muro di suono dato dalla presenza di ben tre chitarre, probabilmente rimarrà parzialmente deluso: a più di quindici anni di distanza, un live come "Live After Death" non ha nulla da invidiare.

Ma ecco che già alla quinta traccia facciamo un tuffo nel passato. "Wrathchild", brano del periodo Paul Di Anno, rimane un inno a cui i Maiden non intendono rinunciare, e a cui la voce di Dickinson regala nuove ed intense vibrazioni. Subito incalza "Two Minutes To Midnight" con il suo trascinante riff iniziale, tanto caro ai vecchi fans. A questo punto si apre una piccola rassegna sulla produzione più recente: "Blood Brothers" e "The Mercenary", tratti dall'ultimo disco, e "Sign Of The Cross", opening track del tanto denigrato "The X Factor". Chiude il CD la sempreverde "The Trooper", con la svettante voce di Dickinson accompagnata dal coro oceanico del pubblico.

La prima parte del secondo CD presenta ancora le canzoni più recenti, tra cui due tratte da album meravigliosi e in questo disco piuttosto penalizzati: "Fear Of The Dark", dall'album omonimo, e "The Evil That Men Do", proveniente da quel grandissimo "Seventh Son Of A Seventh Son" a cui seguì la prima "diaspora" all'interno della band. Sicuramente all'altezza anche "The Clansman", del periodo Bayley (anche se l'intro assomiglia un po' troppo a "Infinite Dreams"). La seconda parte presenta una track list rassicurante come una torta di mele della nonna. Arrivano i classici irrinunciabili come "Iron Maiden", "The Number Of The Beast", la magnifica e tenebrosa "Hallowed Be Thy Name", "Sanctuary" e la travolgente "Run To The Hills".

Davvero difficile dare un giudizio su un live dei Maiden. Certo, si può osservare con gioia la ritrovata seconda giovinezza di Bruce Dickinson, che con la voce per tutto il concerto raggiunge vette impensabili; quasi scontata l'estrema precisione del resto della band, soprattutto la perfetta amalgama creata fra i tre chitarristi. Ma la vera cosa rassicurante in un live dei Maiden è l'assoluta certezza di ritrovare esattamente le stesse note conosciute ed apprezzate nei dischi in studio. Nessuna benché minima variazione, nessuno spazio per l'improvvisazione: tutto rimane esattamente uguale. Mancanza di fantasia? Forse semplicemente la maturata consapevolezza di avere di fronte migliaia di "metal kids" poco interessati ad improbabili svisate, ma desiderosi di ritrovare dal vivo le stesse identiche note che hanno amato e consumato fino alla nausea nelle loro camerette tappezzate di zombi sogghignanti.


Recensioni collegate:
Iron Maiden - Brave New World



24 aprile 2002


Track list:

CD 1
1. Intro
2. The Wicker Man
3. Ghost of the Navigator
4. Brave New World
5. Wrathchild
6. 2 Minutes to Midnight
7. Blood Brothers
8. Sign of the Cross
9. The Mercenary
10. The Trooper

CD 2
1. Dream of Mirrors
2. The Clansman
3. The Evid That Men Do
4. Fear of the Dark
5. Iron Maiden
6. The Number of the Beast
7. Hallowed be Thy Name
8. Sanctuary
9. Run to the Hills



I commenti
 
TROOPER -76
14 novembre 2003
LA MIA POSIZIONE E’ ABBASTANZA COERENTE CON QUELLA DEL SIG. MADEYSKI. INFATTI CONCORDO PIENAMENTE NEL CONSIDERARE “ROCK IN RIO” UN ALBUM LIVE SUPERIORE AI SUOI 2 PREDECESSORI, SE NON ADDIRITTURA ANCHE AL MITICO “LIVE AFTER DEATH”. NESSUNO PUO’ NEGARE CHE LA PRESTAZIONE VOCALE DI BRUCE IN “ROCK IN RIO” E’ SENZ’ALTRO SUPERIORE E RAGGIUNGE VETTE PIU’ ALTE DI QUELLE DI “LIVE AFTER DEATH”. PER QUANTO RIGUARDA L’ARRANGIAMENTO DEGLI STRUMENTI EFFETTIVAMENTE C’E’ QUALCHE PICCOLA PECCA (ES.: IL BASSO SI SENTE POCO E LE CHITARRE A VOLTE SONO DIFFICILI DA DISTINGUERE). TUTTAVIA BISOGNA SPEZZARE UNA LANCIA IN FAVORE DI SHIRLEY : E’ SENZALTRO DURO CERCARE DI RENDERE AL MEGLIO IL SUONO DI UN GRUPPO DI 3 CHITARRE CHE NE HA USATE “SOLO” 2 PER 20 ANNI. ANCHE LA SCALETTA E’ SODDISFACENTE, ANCHE SE SAREBBE STATO BELLO SENTIRE MAGARI UN PEZZO DA “SOMEWHERE IN TIME” PIUTTOSTO CHE LA SOLITA NOIOSA “SANCTUARY”. PER QUANTO RIGUARDA “BLOOD BROTHERS” QUESTO E’ SENZ’ALTRO UNO DEI PEZZI PIU’ PREGNI DI PATHOS DI TUTTO IL LIVE (BASTI PENSARE CHE STEVE L’HA SCRITTO PER IL POVERO PADRE) E SI AMALGAMA PERFETTAMENTE CON TUTTE LE ALTRE CANZONI. AL CONTRARIO IL “FALLEN ANGEL” PROPOSTO DAL SIG. MADEYSKI E’ UN PEZZO CHE SA DA GIA’ SENTITO, E COME HANNO SPESSO AFFERMATO GLI STESSI MAIDEN LORO NON SONO UN GRUPPO PER NOSTALGICI, MA UNA BAND IN CONTINUA EVOLUZIONE. PROPORRE “FALLEN ANGEL” SAREBBE STATO COME SENTIRE UNA VERSIONE ALTERNATIVA DI “WHERE EAGLES DARE”. UN ULTIMA NOTA RIGUARDA OVVIAMENTE LE CANZONI DEL PERIODO BAILEY, CHE REINTERPRETATE DA BRUCE HANNO MOLTO PIU’ MORDENTE E TONO EPICO DELLE VERSIONI ORIGINALI.




Colo86
20 agosto 2002
Non sono d'accordo con Igor, secondo me "Blood Brothers" è un ottima canzone, piena di punti di riflessione e riff melodici che ti rimangoni in mente per una settimana da quando la hai ascoltata. Secondo me la canzone inutile è "The Mercenary" essendo molto ripetitiva e stancante con la solita frase "Sholen no pain, sholen no pain" (nn so se si scrive così cmq è il ritornelllo).
Mi sono piaciute tantissimo the Clansman e Sign of the cross che con Bruce alla voce sono tutt'altra cosa.
La cosa che mi ha affascinato maggiormente e l'intro (troppo bella) che unita a The wicker Man provoca un effetto stupendo. Cmq è impossibile spiegare in poche parole la grandezza di questo album...quindi ascoltatelo per capire voi stessi che il miglior gruppo Heavy Metal si chiama "IRON MAIDEN".

PS: http://maiden.8m.net , il mio grande sito...dateci un'occhiata!



JUNIO - IL TURCO 5 novembre 2002
OGNI VOLTA CHE ASCOLTO I DUE CD DI ROCK IN RIO, MI VENGONO I BRIVIDI A SENTIRE LA STUPENDA VOCE DI BRUCE, E MOLTO DI PIù QUANDO I 3 (GERS, SMITH E MURRAY) ENTRANO IN OGNI BRANO CON I LORO ASSOLI. GRAZIE HARRYS PER AVER FONDATO GLI IRON MAIDEN. FORZA MAIDEN!!!!!!!!!!!!!!!!!



JUNIO - IL TURCO
4 novembre 2002
questi due cd, sono veramente fantastici, la voce di bruce è veramente fantastica e questo rende i maiden veramente fantastici. Adrian Smith rimane il migliore di tutti.


Sai-bAbA
2 agosto 2002
Semplicemente devastanti...quando senti questo Cd, o meglio, questi 2 cd hai l'opportunità di ringraziare Steve Harris per aver fondato gli Iron Maiden...xkè mentre lo ascolti è come se stessi lì con loro, a suonare, a cantare, ad ascoltare quelle rime perfette che esprimono potenza e fanno venire la pelle d'oca... ROCK IN RIO è la consacrazione, l'ennesima, della Vergine di ferro


Manks
2 agosto 2002
X Factor credo ke sia il peggior album degli Irons, Ma kon Rock in Rio si riscattano alla Grande!


The Trooper
16 luglio 2002
Ottimo disco anche se nn è il miglior live degli Iron, con Live
after death nn c'è paragone, La voce di Dickinson nn è più la stessa ma
rimane sempre il vocalist per eccellenza. La track list è discreta perchè nn
si possono tralasciare canzoni coma Aces High oppure Flight of Icarus cmq
MITICI IRON!



Luca88
10 luglio 2002
Sentendo questo cd magico, dove tutte le persone presenti
gridavano e cantavano le più belle canzoni degli Iron Maiden era come se
fossi anche io li con loro. Non finirò mai di ascoltare questo cd dove
l'introduzione è fantastica e tutte le canzoni, soprattutto nel secondo cd,
sono magnifiche! Acoltate questo cd e capirete la vera musica Metal
qual'è!!!!!!!!!!!!!
Forza IRON MAIDEN!!!!!!!!


Igor Madeyski
16 maggio 2002
Penso che anche i più scettici oramai si siano ricreduti sulle
grandi qualità degli Iron Maiden... Questo "Rock in Rio" riscatta la non
memorabile figura fatta dai nostri nel live-album "A real live-dead one",
quando tutto sembrava compromesso. Ed invece no, i veri "kings of metal"
(alla faccia dei Manowar) ritornano alla grande con una performance che, se
non pari a quella del "Live after death", dimostra comunque una vena
artistica ed una energia fortunatamente ritrovate. Bruce Dickinson si
riconferma come grande performer ed intrattenitore, e lo stesso discorso
vale per le sue qualità canore che fanno di lui uno dei migliori vocalist
della storia del rock. Gli altri musicisti lo supportano alla grande
proponendo nel complesso un sound quantomai fresco ed energico, sebbene un
po' eccessivo per via della produzione (a mio parere) non proprio esaltante
di Kevin Shirley (limite già registrato in "Brave new world"). E'
interessante notare come canzoni come "The clansman" e "The sign of the
cross" siano più "maideniane" nelle versioni proposte in questo live che non
nella loro veste originale (e gran parte del merito va, manco a dirlo, ad un
superbo Dickinson). Un ultimo appunto riguarda la scaletta: una canzone come
"The fallen angel" non avrebbe sfigurato visto il suo carattere decisamente
anthemico, mentre trovo inutile la proposta live di "Blood Brothers". Up the
irons!



KMA
4 maggio 2002

IRRESISTIBILE
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