Sesso, rock e satanismo. La ricetta delle Rock
Bitch è eloquente sin dal nome. Sei scatenate
ragazze inglesi (Jo, Julie, Amanda, The Bitch,
Nikki e Luci)che inneggiano al paganesimo e all'amore
libero. In Italia sono arrivate con lungo tour
partito il 16 febbraio dal Babylon di Ponderana
che si concluderà il 25 febbraio ad Avezzano,
passando per lEstragon di Bologna. All'entrata
dei locali cè in bella evidenza il
cartello "vietato ai minori di 18 anni"come
un comune spettacolo hard-core.
Le foto sul sito uffciale d'altronde danno un'idea
chiara di quello che possono combinare in concerto.
Tre di loro si esibiscono senza veli mentre la
batterista Jo e la bassista The Bitch (tecnicamente
la più preparata, con tanto di fretless!)
reggono da sole il sound della band. La vocalist
Julie è un Alice Cooper in gonnella, con
gli occhi spiritati persi nel vuoto e una carnagione
spettrale. Per la gioia del pubblico maschile
(stipato sotto il palco e tenuto a bada da due
buttafuori) intervengono altre due fanciulle discinte,
una bionda e l'altra nera, presentate come"sacerdotesse
di Bacco". La chitarrista Babe è la
portatrice del Rockbitch pensiero.
Cerca di parlare in italiano, lancia sul pubblico
un preservativo invitando chi lo raccoglie a raggiungerla
dietro le quinte. Più che satanismo siamo
dalla parti dei mitici fumetti "da caserma"
tipo Jacula e i b-movie erotici-horror
di Jesus Franco. La musica è un heavy melodico
con titoli tipo "Sex & The Devil"
e "Nympho".
Visto il prezzo del biglietto (ben 15 euro) e
i gadgets in vendita qualcuno pensa al solito,
inevitabile bluff mordi e fuggi, ma
in tempi in cui il massimo della trasgressione
è rappresentata da Marlyn Manson, stasera
c'è stato più che altro divertimento,
curiosità e (perchè no?)un pizzico
di sana trivialità.