A ben vedere, era già tutto scritto
nel suono dei Meat Puppets: il cortocircuito
fra le nevrosi punk-hc e le chitarre country
non era soltanto un vezzo dei soliti texani strambi,
ma una vera preconizzazione del destino dell’indie
rock americano a cavallo tra ottanta e novanta.
Partiti tutti galvanizzati sull’onda del
rumore e poi riconsegnati, pelo grigio e chitarra
acustica, alla tradizione folk del proprio paese:
quando i Nirvana decisero di abbattere il muro
e mettere a nudo le proprie melodie, i fratelli
Kirkwood c’erano, quasi li avessero aspettati
al varco come chi sa come va a finire.
Ma, ahinoi,
sapere come va a finire non aiuta a non finire:
e i Kirkwood finiscono anche loro nel territorio
tradizionale delle southern ballads, attenuando
distorsioni ed elettricità di quando erano “troppo
in alto per morire”. Da quel momento sono
trascorsi una serie di uscite meno esaltanti
e dodici anni che hanno imparato come farsi sentire.
E benchè fossero ben sette primavere che
i Pupattoli di Ciccia non riaprivano bocca, “Rise
to Your Knees” suona come un completamento
di quanto già abbozzato, tra alti e bassi,
negli episodi immediatamente precedenti. I Kirkwood
mettono la testa a posto e costruiscono su pezzi
malinconici (vedi il titolo) e lenti sostenuti
la spina dorsale del loro nuovo lavoro: distorsori
e i riff non sono più un disturbo delle
frequenze ma casomai una mano di vernice su qualcosa
che potrebbe funzionare anche ad amplificatori
spenti.
Il fatto è che “Rise to
Your knees” non si può nemmeno liquidare
come un passo falso o come il classico album
malriuscito: si tratta, anzi, di una buona raccolta
di canzoni, curata e pure ben scritta Per gli
appassionati e per chi se li ricordava come gli
psicotici del Texas o come dei magnifici dell’indie
chitarristico sarà dura da mandare giù,
ma forse sarebbe il caso di dare una possibilità al
nuovo Curt Kirkwood in versione singing cowboy:
anche se la storia dello svitato che si redime
per lusingare la propria bella con lunghe serenate è troppo
trita per non creare almeno qualche sospetto.
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