• Home
  • Info
  • Archivio
  • Collabora
Kalporz

Kalporz

  • Recensioni
  • Caspiterina!
  • Live Report
  • Speciali
  • News
  • Puorz du Cinema

EINSTURZENDE NEUBAUTEN - F�nf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala (Some Bizarre, 1987)

di Benedetto Achilli

Mi sembra giusto portare in evidenza questo disco, troppo spesso dimenticato di fronte ad altri capolavori del gruppo berlinese guidato da Blixa Bargeld, come "Halber Mensch" e "Kollaps". Eppure Richterskala � importantissimo da molti punti di vista: innanzitutto differisce dal sound degli album a s� precedenti, perch� caratterizzato da tonalit� soprattutto basse, dove prima erano presenti urla e canti, ora sono voci sommesse, la teatralit� e l'urgenza comunicativa passano in secondo piano, per lasciare spazio alle emozioni pi� intime e ostiche a palesarsi. La base musicale, precedentemente dominata da percussioni metalliche, attrezzi da lavoro e espedienti di fortuna resi musicali dal genio del gruppo, � adesso guidata il pi� delle volte da un basso vigoroso, che ben si conf� alle tematiche e al mood dell'album.

Inoltre, Richterskala contiene gi� le prima avvisaglie di quello che diventeranno gli Einsturzende Neubauten dopo la svolta iniziata nel 1989 con "Haus der Luge", ultimo album che mantiene pi� o meno intatte le caratteristiche iniziali del gruppo, e compiutasi nel 1991 con "Die Hamletmaschine" e, nel 1993, con "Tabula Rasa", quando i berlinesi presero tutt'altra direzione musicale, conformandosi maggiormente alla forma canzone, e cominciando a utilizzare soprattutto strumentistica tradizionale, seguendo i cambiamenti di un mondo che si trasformava rapidamente, differenziandosi sempre pi� da quelle che erano le loro radici. Il crollo del muro di Berlino, l'inizio della collaborazione di Blixa con Nick Cave nei Bad Seeds sono solo due degli enormi cambiamenti che hanno totalmente modificato l'idea musicale del gruppo, che continu� comunque a produrre dischi di pregevole fattura.

Ma � il momento di arrivare nel cuore del disco, le canzoni. Inizio: "Zerst�rte Zelle". Un basso "pesante" e incisivo ci guida in un viaggio nelle sensazioni basse e recondite, accompagnati dalla voce di Blixa, che si trasforma a volte in lamento, a volte in urla represse e mantenute sottotono. Impotenza, incapacit� di reagire, di muoversi da situazioni che vorremmo non ci appartenessero, ma che occupano la maggior parte della nostra vita, niente ci pu� smuovere, siamo legati, chiusi in una cella, immobilizzati fino alle pi� piccole parti di noi, le cellule. Su questo gioco si basa l'intero testo della canzone, "zelle", infatti pu� significare sia cellula che cella. Imprigionati dal nostro corpo, inadatti a vivere a testa alta ("Cellula/cella devastata / E all'improvviso mi rendo conto / Che le braccia non sono ali / e sono del tutto inadatte al volo"). I riferimenti nella seconda parte della canzone al mito di Prometeo servono a chiarire ancor meglio ci� che Blixa voleva trasmettere ("Io sono Prometeo / Mi riprendo il mio regalo / Sono Prometeo / Solo che il mio fegato non ricresce / L'aquila deve morire di fame / Questa notte dar� fuoco alla mia cellula/cella").

La seconda traccia � una cover, "Morning Dew" di Tim Rose, che gli EN trattano aumentando e rendendo portante il ritmo dettato da percussioni "atipiche", come al solito, e aggiungendo chitarre psychowestern. � una traccia che alleggerisce la gravosit� della prima, e fa da preludio alla successiva, che ritorna nuovamente al forte impatto emotivo. "Ich bin's", infatti, rappresenta un altro lato delle sensazioni umane, rabbia, disillusione, smarrimento. Una struttura ritmica quasi tribale, ossessiva, fa da unico sottofondo a un alternarsi di cori e voce solista, che scandiscono parole forti come un fiume in piena ("Sono io / Nulla / sono io / vuoto / Il puro vuoto / evidentemente in pezzi / niente come la luce / in zero virgola nulla / l� fuori c'� un nuovo giorno - da qualche parte / solo non qui, da nessuna parte").

Ossessivit� e frenesia che vengono riprese in "Modimidofrsaso", titolo composto dalle iniziali dei giorni della settimana. Questa volta � la voce che d� tutta la forza emozionale, accompagnata da musica che ne segue le mosse, ma � Blixa che come in un teatro deserto recita (?) la parte dello psicotico, creando una danza demente (per rimanere nell'ambito).

"La mia testa � un labirinto
La mia vita � un campo minato."

"12 staedte" � una vera e propria odissea nel profondo, 8 minuti e mezzo di rumori accompagnati dalla voce recitante, sottovoce, seguita da note di basso che pesano come macigni nell'affresco totale del pezzo. Un'emozione fortissima, indotta anche dal testo, angosciante, che ben si addice all'impatto musicale.

"Keine Schoenheit ohne gefahr" (non c'� bellezza senza pericolo) � invece una specie di innalzamento, un volo in lande desolate e aride, volo sbilenco, in continuo pericolo di caduta, che fa seguire a planate picchiate vertiginose e incontrollate, ma d'altronde il volo � bellezza, e non c'� bellezza senza pericolo... Il pezzo di chiusura � "Kein Bestandteil Sein" (non voglio farne parte), rivendicazione di individualit�, dell'essere speciali, e per questo distinguersi dagli altri, starne lontani. Lascia per� aperto il dubbio se il non farne parte � dato dall'orgoglio di essere diversi, o dall'incapacit� a stare con gli altri, e per questo essere destinato a ridursi in nullit�, a spegnersi per incapacit� di vivere.

"Non voglio farne parte
nemmeno una particella nella rete
nemmeno pulviscolo
Cambio la mia voce con strida di uccelli
Cambio il battito del mio cuore in tremori
il pi� in alto possibile nella scala aperta di Richter"

Fonte traduzioni: www.danielaceglie.com/neubauten/intro_lyrics.html


collegamenti su MusiKàl!
Einsturzende Neubauten - Silence is Sexy
Nick Cave And The Bad Seeds - le recensioni

 

 

24 giugno 2006

© 2010 Kalporz. All Rights Reserved.

Delicious font by exljbris. Powered by Wordpress. Designed by Woo Themes