Da qualche parte nel mondo, Gordon Gano starà
ridendo di gusto. Del resto, chi se li filava
i Violent Femmes? E soprattutto, chi l’avrebbe
detto che a distanza di una ventina d’anni
sarebbero diventati i numi tutelari di un monte
di musicisti tra cui un improbabile gruppo di
scozzesi edito nientemeno che da Domino, una delle
etichette indie più cool del mondo?
Alla fine è esattamente questa l’impressione
che si ha dall’ascolto dell’esordio
dei Sons And Daughters. Canzoni come “Red
Receiver” e “Checked” sembrano
uscite direttamente dalla penna del Vate e l’efficacia
si rivela presto: si muove il culo, e non poco.
Questo il fine ultimo della formazione, che con
“Repulsion Box” dimostra come il country
con tanto di cappello e speroni – “Monsters”
– possa essere ballabile e divertente. Certamente
l’ermo colle dove i Nostri hanno tratto
ispirazione per questo progetto era pieno di dischi
dei Walkabouts che, mescolati all’andamento
cazzaro di certo indie anni ’90 (Sebadoh?
Mah…) si sciacquano del pessimismo per vestirsi
di abiti da Marlboro Country Travel in gita scolastica
che fanno una caricatura di John Wayne.
Ma se queste impressioni vi sembrano soltanto
delle insensate cazzate, provate ad immaginare
questa: quando Jay Farrar degli Uncle Tutelo coverizza
“Walking On Sunshine” di Kathrina
And The Waves ecco che spunta fuori “Dance
Me In”, trascinante singolo che –
assieme alla sudatissimo e sguaiato balletto di
“Rama Lama” – dimostra tutto
il potenziale che la band può offrire in
un contesto festaiolo e simpaticamente grottesco.
Ed è semplicemente irresistibile.
C’è dell’altro? No. Un disco
senza eccessive pretese che fa la sua porca figura
regalando qualche freccia che andrà oltre
il fuoco di paglia acceso dagli scozzesi. Fiato
corto, ma che scatto!