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ERIC CLAPTON
Reptile (WEA/Warner, 2001)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Un artista ha sempre qualcosa da imparare. Sia dalla musica che dalla vita. Per non morire. Questo è il messaggio che sembra provenire dall'ultimo disco di Eric Clapton, "Reptile", un progetto molto personale, intimistico, eppure non triste ed accorato come il penultimo "Pilgrim".
Ma veniamo alla musica. Per chi pensa che il blues sia ripetitivo (e soprattutto chi pensa che Clapton sia ripetitivo), questo lavoro potrebbe rivelarsi una sorpresa. Infatti, "Reptile" rappresenta l'incontro tra "Slowhand" e un universo apparentemente lontano anni luce dal nostro come la bossanova. Folgorato dalla magia di Joao Gilberto, l'ultima sfida di questo cinquantenne che ha avuto tutto e a cui è stato tolto molto, è quella di sperimentare nuovi linguaggi espressivi, nuove atmosfere per traghettare le proprie emozioni. E la bossanova sembra essere la lingua ufficiale della malinconia e della nostalgia, sensazioni languide difficilmente esprimibili a parole.
L'incipit dell'album ci dà subito un assaggio di ciò che ci aspetterà in seguito. "Reptile", brano d'apertura interamente strumentale, è una piccola delicata samba con cui Clapton si sgranchisce. Intendiamoci, questo non è un album di bossanova. Clapton è e rimane un blues man, e ce lo ripete con insistenza in ogni suo nuovo lavoro. Dopo la parentesi latino-americana, l'album si dipana lungo classici del blues e rhythm and blues, con brani di J.J. Cale ("Travelin' Light"), Ray Charles ("Come Back Baby"), Stevie Wonder ("I Ain't Gonna Stand For It). Onestamente, l'anima blues del disco nulla sembra aggiungere a tutto ciò che già è stato ascoltato di Clapton: tecnica parsimoniosa, feeling ricercato più nei silenzi che nelle note, suono morbido. Qualcosa in più si riesce a sentire nelle parti vocali, in cui Clapton sembra aver acquistato una maggior consapevolezza e maturità, sia nelle interpretazioni blues che nelle inusitate ballate latineggianti, in cui il timbro di "Slowhand" cambia completamente, come ad esempio in "Believe In Life". In questo viaggio, il chitarrista inglese viene accompagnato da una band di immenso talento e dall'affiatamento ormai consolidato, composta da Billy Preston, Andy Fairweather Low, Nathan East, Steve Gadd, Joe Sample.
Il disco chiude con "Son & Sylvia", dolcissima ballata strumentale dai toni romantici e vagamente latineggianti; le atmosfere ricordano quelle del Pat Metheny più orecchiabile. Un ultimo modo per ricordare al proprio pubblico che un artista, forse solo un vero artista, deve mettersi continuamente in gioco, confrontandosi con la propria ispirazione, in qualunque direzione essa vada.


12 marzo 2001


Track list:

1. Reptile
2. Got You On My Mind
3. Travelin' Light
4. Believe In Life
5. Come Back Baby
6. Broken Down
7. Find Myself
8. I Ain't Gonna Stand For It
9. I Want A Little Girl
10. Second Nature
11. Don't Let Me Be Lonely Tonight
12. Modern Girl
13. Superman Inside
14. Son & Sylvia



I commenti
 
Gohon
26 febbraio 2002
Eric è sempre stato il mio mito, con la sua musica ho conquistato la mia anima gemella, per questo ti ringrazio Eric non smettere mai di toccare il cuore dei tuoi fans!!!!!


sunking
1 febbraio 2002
Eric uno dei pochi che lo metti sù,chiudi gli occhi, e la pelle d'oca fa il resto. Si evolve sempre più e non so se il mio cuore può tenere ancora duro.....intanto Come Back Baby sta finendo ed un senso d'appagamento mi assale. Eric un solenne inchino!


mauro
13 ottobre 2001
avrei molti pensieri da esprimere su questo album ma non
riesco si affollano nella mente e si annacquano sulla carta Eric Clapton é riuscito ancora una volta a toccare il cuore delle persone sei davvero grande Eric!!!!!!!!! ti ammiro tantissimo!



ginger baker
8 aprile 2001
E' imbarazzante, anzi, repellente proprio come un rettile. E adesso gli schiaccio la testa!

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