RAGE AGAINST THE MACHINE - Renegades (Sony / Epic, 2000)
di Matteo Cavallari
Quando ci si trova di fronte ad un album costituito da sole
cover, è inevitabile farsi venire quei cinque minuti
di diffidenza nei confronti di esso. Frutto di un parto artistico
o operazione dettata da esigenze commerciali? In più,
la soddisfazione di "fare tana" a quei rompiballe
dei Rage Against The Machine, da sempre irriducibili "fedeli
alla linea", sarebbe inimmaginabile.
Purtroppo l'occasione sembra da procrastinare, dato che in
fondo questo "Renegades" assomiglia a tutto tranne
che ad un raffazzonato prodotto tirato su per le feste natalizie.
Sfiderei chiunque a ritrovare tra le pestatissime dodici tracce
di questo disco le note di Bob Dylan, dei Rolling Stones,
o dei Devo. In sostanza, i RATM riescono ad imprimere in maniera
indelebile il proprio marchio di fabbrica in modo tale da
stravolgere, tormentare, straziare i brani con cui si cimentano.
De La Rocha canta praticamente sull'uscio con le valigie in
mano, ma offre ugualmente una prestazione impeccabile. Certo,
ogni linea melodica viene trattata e passata con delicatezza
siderurgica attraverso il suo monotono rap metal, ma lo stile
non si discute. Ovviamente, chi fa la parte del leone è
lui, Tom Morello, il vero responsabile del suono RATM; se
dopo due canzoni non siete ancora stufi, dovete ringraziare
lui. Da ogni canzone riesce ad emergere inspiegabilmente un
riff, quei pesantissimi riff basso-chitarra che si ritrovano
in tutte le canzoni dei RATM, scanditi da un'implacabile batteria.
E poi, ogni brano contiene quei deliziosi giochi sonori che
hanno reso celebre Morello anche presso quelle schiere di
musicisti e esperti del settore che fino al giorno prima sbavavano
per uno Steve Vai o un Joe Satriani: whammy, lesile, wah-wah
usati da un autentico virtuoso della fantasia.
"Renegades" vale la pena di essere ascoltato con
l'attenzione che spetta ad un nuovo album, soprattutto perché,
alla luce delle recenti dipartite, può rappresentare
il canto del cigno di un gruppo sicuramente importante, oppure
al contrario può costituire il punto di partenza per
nuove strade artistiche.
4 gennaio 2001
