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TALKING HEADS
Remain In Light (Sire/Wea, 1980)
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recensione di Stefano Folegati scrivi un'email


Talking Heads - Remain In Light Il punk e la new wave avevano fatto piazza pulita dei cliché accumulati dal rock durante gli anni '70: dalla tirannia dei precetti del blues a certi eccessivi sconfinamenti nel jazz e nella classica, la musica del re Elvis si era un po' affaticata a furia di crisi di identità.

Alla fine dei '70 c'era una "tabula rasa", una pagina bianca da cui era necessario ripartire e raccontare di nuovo il rock. Chi ne avrebbe approfittato? I Talking Heads erano un promettente gruppo della scena new-wave newyorkese, con all'attivo due album scabri e spigolosi come il loro leader, l'iperattivo (in senso clinico) David Byrne. Fu lui a incontrare, un giorno, il signor Brian Eno, eroe rinnegato del glam rock con i Roxy Music, e all'epoca musicista intellettuale impegnato nell'avanguardia della musica d'ambiente: il primo era alla ricerca di una via d'uscita dall'angusto spazio dell'art-rock warholiano, il secondo aveva bisogno di tornare con i piedi per terra lavorando con una vera band come ai vecchi tempi.

Il primo risultato fu un grande album, "Fear Of Music" (1979), e fu l'inizio della carriera di Re Mida di Eno come produttore, il quale si convinse a tal punto delle possibilità degli Heads da decidere di scrivere e suonare con loro nell'album seguente.

"Remain in Light" sembra quasi nato a tavolino, partendo da una domanda degna de "Il mondo di Quark": è possibile usare gli strumenti del rock per superare il rock stesso, e con esso il blues e la musica nera americana da cui è nato, per arrivare direttamente alla fonte del musica come ritmo e vibrazione, ad un'Africa mitica che vive nell'inconscio di ciascuno di noi?

David e Brian ci provano, e cominciano con lo stendere tappeti ritmici in cui ogni strumento è suonato in modo percussivo: riff smorzati di chitarra, basso in slap, percussioni acustiche ed elettroniche, sintetizzatori... ognuno si dimentica delle note e diventa puro ritmo, pulsazione vitale: basta sentire l'apertura di "Born Under Punches". Su queste basi, che sembrano ripetersi all'infinito, le voci si alzano e si rincorrono isteriche, a loro volta scandite come in una danza tribale ("The Great Curve", "Houses in Motion").

E quando la trance ritmica è completa, e tutto suona solo come ritmo e pulsazione, arriva la melodia, che sembra alzarsi come una preghiera o un'invocazione ("Seen And Not Seen", "Listening Wind"), una litania di chissà quale culto primitivo ("The Overload"); oppure la superficie dei ritmi viene squarciata dalle urla della chitarra folle di Adrian Belew, che irrompe come uno mostro elettrico risvegliato dai rumori di David, Jerry, Tina, Chris e del loro sciamano Brian.

I testi, opera di Byrne e Eno, gettano sguardi chirurgici sugli omini che abitano le metropoli occidentali, spogliandoli dei loro abiti, automobili, accessori e ammennicoli vari, come nel singolo "Once in A Lifetime" (l'unica cosa vagamente radiofonica del disco): è come se migliaia di impiegati, manager e yuppies si riversassero nudi e impazziti a ballare per le strade di Manhattan.

L'impressione che si ricava da questo disco è emozione orgiastica, puro trasporto: i Talking Heads si tengono ben lontani dallo scadere nell'antropologia da dilettanti, o in ingenuità tipo coretti di "ugha-ugha". Al contrario, "Remain in Light" è uno dei precursori dell'interesse per i suoni etnici, quelli veri, che fiorirà negli anni '80.

Ed è purtroppo un caso isolato nella discografia dei Talking Heads: le vendite non eccellenti li spinsero verso altri lidi, mentre Eno, forse logorato dall'egocentrismo di Byrne, non collaborò più con il gruppo. A parziale consolazione, resta un'altra piccola perla, "My Life in The Bush Of Ghosts", che i due eccentrici musicisti realizzarono contemporaneamente a "Remain in Light".


30 marzo 2001


Track list:

1. Born Under Punches (The Heat Goes On)
2. Crosseyed And Painless
3. The Great Curve
4. Once In A Lifetime
5. Houses in Motion
6. Seen And Not Seen
7. Listening Wind
8. The Overload



I commenti
 


baby_lemonade giovedì 13 novembre 2003
Mi è sorta subito una curiosità,da fan di Syd Barrett quale sono,leggendo un passo della recensione,vale a dire quello in cui si parla di antropologia da dilettanti e coretti "ugha ugha".Può esserci qualche riferimento ad un pezzo come "Pow R toc H" di The Piper of the gates of dawn,nel quale i coretti "etnici" non mancano?Ne sarei dispiaciuta se cosi fosse..mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse la sua in proposito.



skywalker
30 ottobre 2003

Dopo quasi 25 anni non mi ha mai stancato il suo ascolto. Ce ne sono pochi di album come questo......sublime


dp79
6 agosto 2002

Dio creò i Talking Heads.
Ci aggiunse Brian Eno e fecela perfezione.
La new wawe deve tutto a questo album. e noi dobbiamo tutto a loro.


Patuva 7 maggio 2002
Odio i Beatles, amo i Talking Heads. E nessuno mi venga a dire che
i Beatles hanno influenzato pure la new wave...


Bingo 12 gennaio 2002
Questo disco è strepitoso ma il migliore dei Talking Heads secondo me è More Songs..


soledad 21 ottobre 2001
dire bello, secondo i comuni canoni estetici, credo sia limitante, si tratta, a mio avviso, di una testimonianza delle massime potenzialità
creative dell'essere umane.questa musica è un esercizio di genialità.



Roberto
5 settembre 2001
Remain Light è il ritorno alle radici della musica, sia rock, sia etnica, sia soul, sia semplicemnte rithm'n'blues. parlare di questo disco sarebbe come intraprendere una corsa in salita, tante sono le osservazioni che si potrebbero inseguire. I ritmo "metropilitani" di Byrne ed Eno (eminenza grigia di questo capolavoro musicale) si fondono perfettamente con le sonorità "ancenstrali" africane e forse universali. Remain in Light uno dei pochi viaggi al centro della musica.


zep
26 luglio 2001
Questo album è mitico, come tutti quelli di questo gruppo mitico


Franz
24 luglio 2001
REMAIN IN LIGHT non e' un disco, REMAIN IN LIGHT e' IL disco.


fran
17 maggio 2001
grande album, ma un po' freddo...in verità preferisco "more songs..." e "fear of music"


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