Il quinto capitolo della Saga del Cammello vede la luce in piena esplosione punk. La degenerazione del fenomeno Progressive, con i suoi sempre più inutili barocchismi a scapito del contenuto, ha come effetto positivo quello di avvicinare i giovani verso un suono scarno, sporco, rozzo e spesso parecchio incazzato. Suona quindi molto strano e quasi buffo ascoltare "Rain dances", riferendolo a quel turbolento 1977. D'altra parte, questo è ciò che il gruppo di Latimer e Bardens sapeva fare, e bisogna ammettere che in questo album la qualità non manca.
Perduto il bassista originale, Doug Ferguson, il sostituto non si fa attendere ed è di assoluta eccezione: nientemeno che Richard Sinclair, ex Caravan ed ex Hatfield & The North. Egli, oltre ad essere uno dei più apprezzati bass players della scena britannica, porta anche il suo tipico timbro vocale in un complesso più preoccupato del lato strumentale. La già bella "Metrognome" viene nobilitata dalla sua voce vellutata, un po’ monocorde, assolutamente rassicurante. E' davvero piacevole notare questo incontro fra il sound tecnico, preciso e scintillante di Ward, Latimer e Bardens e le radici prog-agresti di Lord Sinclair. Come membro esterno troviamo inoltre l'onnipresente Mel Collins, sassofonista eccelso che presterà manodopera a centinaia di gruppi. Se "Snow goose" è spesso considerato dalla critica come la più bella oasi raggiunta dal nostro Cammello, confesso la mia propensione per il duo "Moonmadness"/"Rain dances", fra i pochi esempi di temporanea estasi compositiva messa al servizio di virtuosismi veraci, mai fastidiosi. "Highways of the sun" (molto poppy), la proto Eno/Sylvian/Fripp "Elke" e la citata "Metrognome" spiccano in un album molto bello e sottovalutato.
14
gennaio 2001
Track
list:
-
First light
- Metrognome
- Tell me
- Highways of the sun
- Unevensong
- One of these days I'll get an early night
- Elke
- Skylines
- Rain dances
I
commenti
Charlie 27 luglio 2003
Molto
bello, non può mancare in una discografia
raffinata.Apprezzo molto Unevensong e One
of these days...
amarok 11 agosto 2002
Album
magnifico da comprare a scatola chiusa ed
in coppia con Breathless altro capolavoro
di questa particolare formazione dei camel
che è durata poco ma ha lasciato il
segno
Matteo "bill bruford" Pancera
16 febbraio 2002
album
molto interessante mi piace l'uso dei fiati
e della batteria ammiro molto andy ward il
pezzo più bello di questo capolavoro
è TELL ME.I Camel si guadagnano un
posto nelle progressive fusion fine anni'70
Abraham Galarza Cid 16 febbraio 2002
ES
UN ALBUM BELLISIMO, LLENO DE PASION Y AMOR,
A MI ME LLENA DE GARANAS DE VIVIR, LO ESCUCHO
CUANDO ESTOY DEPRIMIDO.
Abragham Galarza Cid México.
Donato"Orma" 9 settembre 2001
Grande
grande grande!Davvero un ottimo album:Mel
Collins e Sinclair rendono il cammello un
animale ancora più raro!Davvero,grandi
pezzi che fondono una ormai patente vena pop
e forti atmosfere fusion,su tutte poi svetta
la stupenda Unevensong,a detta di molti il
miglior brano dei Camel.Grande la voce di
Sinclair,come al solito Andy Ward stupisce,
Bardens e Latimer eccezionali!Adoro Collins,in
First Light regala un inserto di sax da brivido.Dopo
verrà Brathless, non male ma non ha
la magia di R.D.
Parker 1 luglio 2001
Un
bel disco. Il punto di incontro tra il progressive
ed il fusion/jazz anni '70, sullo stile Weather
Report ma molto più progressive.