Steve
Albini considera, non a torto, il trio come la
forma primigenia e più spontanea che una
rock band possa avere: beh, se per un qualche
oscuro motivo fosse piovuto dal cielo dentro al
“Calamita”, lo scorso sabato, avrebbe
avuto pane per i suoi denti.
Iniziano i Debauchery, recenti vincitori del
concorso Rockaparma: voce femminile, chitarra
e batteria all’insegna di un punk ‘n
roll grezzo ma piuttosto efficace. I pezzi sono
veloci, hanno strutture semplici e il giusto tasso
di energia per farsi apprezzare, anche se il trio
avrebbe bisogno di acquisire maggiore familiarità
con il palco: è strano vederli praticamente
immobili, legnosi, mentre urlano le loro canzoni,
che sanno tanto di White Stripes come del miglior
garage d’annata.
Lasciano comunque una buona impressione, e poco
dopo salgono sul palco i Radiostars. Il trio reggiano,
stranamente più conosciuto oltreoceano
che dalle nostre parti, non lesina certo in energia
nell’esecuzione, ma propone un rock di matrice
molto più classica, capace di richiamare,
a seconda dei brani, diverse epoche musicali,
dalle origini (indietro, fino agli anni ’50)
fino a periodi più recenti, sfiorando sfumature
orecchiabili che tanto piacerebbero (e piacciono,
a quanto sembra) alle adult oriented
radio americane.
Tutto abbondantemente già sentito, ma
il pubblico apprezza e si fa coinvolgere senza
eccedere in entusiasmi particolari.
collegamenti su MusiKàl!
Live in Kalporz! - il
palco del nuovo rock indipendente
White Stripes - Elephant
White Stripes - White
Blood Cells