Nella
bella Verona, dove è collocata la scena surreale
di un sogno, il crepuscolo ancora non avvolge un'Arena
gremita, le luci si accendono su cinque esili sagome
che avanzano al centro del palco tra applausi e
grida: ecco i Radiohead
accolti da quindicimila persone, in occasione dell'unica
data italiana.
Prima di potersi rendere conto che questa altro
non è se non la vita vera, il groove di "National
Anthem" ha già travolto gradinate e
platea per poi sfumare nella neonata "Morning
Bell". E se questa, così come le sorelle,
spiazza un po' chi non abbia ancora assaporato l'album
"Amnesiac"
in anteprima, l'esplosione non si contiene su pezzi
di punta quali "Lucky" e "My Iron
Lung", in esecuzioni da perfetto manuale della
musica dal vivo (se mai fu scritto) con in più
tutta quell'energia che il supporto di un cd non
può contenere. Mentre quattro schermi dalle
immagini sfuocate in dilay riprendono come spie
indiscrete i cinque di Oxford, si scivola via nella
storia tra l'eterea "In Limbo", la debuttante
"Pact Like Sardines in a Crushed Tin Box"
e la sempreverde "Bones", solo un esempio
di come il gruppo sappia amalgamare materiale di
album così profondamente diversi, anche se
sugli spalti qualche irriducibile non cessa d'invocare
"Creep".
La voce di Yorke ipnotizza irrimediabilmente per
poi conquistare e trascinare via durante "Exit
Music" e "No Surprises", che quasi
per incanto si trasformano in inni a dar voce alle
anime rapite, avvolte dal brillare di mille fiammelle
tremolanti nella notte. La band riesce a sua volta
ad immergersi in questa emozione universale, piccolo
segnale di ciò sono gli scatch di un Ed O'Brien
tutto gesti e sorrisi, o ancora di un frontman che
si autoinvita a casa dei fans per festeggiare dopo
il concerto. Tra le preziosità di "Dollars
and Cents" e "I Might Be Wrong",
s'insinua strisciante la criptica "Climbing
Up The Walls", subito seguita da una "Karma
Police" accolta da un ennesimo tripudio ai
primi accordi. La raffinatezza di "Pyramid
Song", portabandiera dell'ultima opera del
gruppo, precede due tracce che dal vivo riescono
a trasformarsi incredibilmente: "Paranoid Android",
nel suo contraddirsi tra calma ed esplosioni, ed
una frenetica "Idioteque", che, a pensarci
bene, al concerto di Monza dello scorso tour veniva
vista un po' come bizzarra straniera.
Una pausa, solo dopo "Everything In Its Right
Place" ed un'improvvisazione al piano non ancora
identificata da parte dell'aliena figura di Yorke,
quindi è la volta del primo bis: fanno onore
la semplicità disarmante di "Fake Plastic
Trees" in un gioco di luci ed ombre con "Airbag"
e "Street Spirit", di scambi del testimone
tra i lamenti di un virtuosissimo Jonny Greenwood
e le strazianti invocazioni di Thom. Dopo "How
To Disappear", il secondo bis vede un pensiero
ai due eterni innamorati della città: "This
is for Romeo and Juliet", direttamente dalla
colonna sonora dell'omonimo film di Baz Luhrmann
è la sensuale "Talk Show Host".
"The Bends" sembra scuotere l'arena per
l'ultima volta, ma non basta, non può bastare,
non è ancora tempo di svegliarsi: il cantante,
imbracciata la chitarra, intona una brillante versione
acustica di "Killer Cars", nel silenzio
che presto si consuma in un ruggito.
Qualche piccolo inconveniente tecnico non ha risparmiato
il gruppo, ma chi può ricordarlo dopo averli
visti dare tutti se stessi? Dopo essersi incuriositi
nel vedere un minuto Thom caricare di entusiasmo
una folla intera, Jonny gingillarsi tra i suoi effetti,
Ed cimentarsi al piano, Colin imbracciare con sapienza
il proprio contrabbasso e Phil non stancarsi un
secondo solo? Sogno che contamina la realtà
per poi svanire nel silenzio, nel ricordo di un
suono imprigionato per sempre nella testa. Il sogno
è lo sperare con tutto se stessi che la musica,
dal cuore dell'antica città, abbia raggiunto
il mondo intero, per una volta avere tutta la presunzione
di saper raccontare quanto solo la musica può
dire, di trasformare le parole in quell'aria che
per più di due ore ha palpitato di pura e
semplice vita.
jack the smurf 24 aprile 2002
Ciao,
io sono una fan appassionatissima dei Radiohead,
ho iniziato a seguirli da quando qui in
Italia è uscito The Bends. Prima
rimasi incantata dalla bellissima (per me
rimane un ricordo davvero bello degli anni
passati al liceo... anche se può
sembrare sciocco è così) "High
and Dry", poi dopo aver sentito il
secondo singolo "Just" e dopo
avere visto il video su MTV (anche questo
rimane per me il più bel video mai
visto) mi catapultai in negozio a comprare
il Cd. Feci la cosa più giusta che
abbia mai fatto in ambito musicale.. senza
voler esagerare. Ho seguito i Radiohead
fino ad ora, ho tutti i loro Cd, purtroppo
mi mancano i b-sides ma si fa presto a rimediare...
E cmq, arrivando al dunque... li ho visti
in concerto una volta al Vox (Nonantola,
Modena) nell'ottobre del 1997 e.. ebbene
sì all'Arena di Verona il 30 maggio
2001 io ero lì in platea non molto
distante da loro. 82.000 delle vecchie lire
tutte spese bene e meritate, davvero- Penso
che l'idea piuttosto nuova dei Radiohead
di portare avanti concerti in ambienti artistici
sia straordinaria. E qualcuno ha capito
che l'Italia è un posto ideale. Non
importa se sia una città di provincia
o meno, loro hanno capito che arte e musica
fanno un tutt'uno, che in qualsiasi posto
a questo mondo che sia bello (capitale,
capoluogo o meno..) vale la pena di suonare
e fare una miscela esplosiva di arte e di
suoni ipnotici. Perchè i Radiohead
all'Arena di Verona mi hanno davvero ipnotizzato.
Era estate, il cielo chiaro, la sera fresca,
il teatro dell'Arena già magico di
per sè... vacci ad aggiungere la
bellezza incantevole della musica dei Radiohead
con la sua sperimentazione, le luci e la
voce camaleontica di Thom Yorke, e arrivi
davvero al top. Più di così
non so proprio che dire. Tant'è che
quest'anno ritorno al loro concerto e attendo
con ansia l'arrivo della data a Ferrara!
Mi sono ripromessa che andrò a vederli
ogni volta che torneranno in Italia.
.immerse you soul in love.
A presto ciao.
11 luglio 2002
innanzitutto
non sarei originale se dovessi cercare di
esserlo .
sono stato al concerto dell\'arena di verona
e tutto cio\' che posso dire
e\' che la maggior parte del pubblico non
capisce un cazzo,continuando a
chiedere creep o just...il vero pubblico,invece,ha
ascoltato e apprezzato
con devozione i pezzi piu\' nuovi,meno orecchiabili
e fuori dal mondo...i
veri radiohead senza codice a barre!!
24 giugno 2002
noo che ingiustizia v rendete conto io ke
ho tutti i cd nn sono
potuta venire e perchè?perchè
sono minorenne e vivo in sardegna!¨disgrazia
ma la prossima volta c sarö eappena
li vedo gli salto adosso !!!
17 giugno 2002 ho
avuto l'onore di ascoltare e ancor più
capire i Radiohead da
qualche mese, ma sto già collezionando
tutti i loro cd! La loro musica è
il
palpito di un cuore, che non smette mai
di far fuoriuscire emozioni e
desideri, passioni e gioia e malinconia...uno
spettacolo di suggestioni e di
VITA!purtroppo al concerto non c'ero, spero
ci saranno nuove date in Italia
quest'anno!
Bobo 6 giugno 2002 Riesce
a graffiarmi il sangue per farmi sentire
e a tagliarmi le
gambe per farmi volare... Avete presente
il video di Street Spirit?
Ringraziero\' invece a vita quel ragazzo
che mi ha inviato i cd del concerto
dell\'Arena, ad occhi chiusi e con le cuffie
lo rivivro\' giorno per
giorno...mano nella mano con il mio angelo...
homesickalien83 1 febbraio 2002
l'emozione
più grande della mia vita. tutto
era magico e lo terrò per sempre
nel cuore
S-Marty 26 novembre 2001
Riporto
testualmente
intastella_burst 6 giugno 2001
mi viene da piangere solo a leggere la recensione.
se poi
penso
che IO NON C'ERO...............
...e aggiungo, mi viene ancora da piangere
se penso a distanza di quasi 6
mesi al concerto cui ho "preso parte".
Thom 2 novembre 2001
il
+ bel concerto della mia vitaaaaaaaa
Creep 21 settembre 2001 In
prima fila, seduto come all'opera, perche'
di un'opera
si trattava. Li ho visti dappertutto, anche
in canada, dov'ero l'unico
italiano, ma a Verona ho pianto. Di gioia,
emozione, di gloria. Io Vivo
radiohead. Io respiro radiohead. Sono un
cantante e ovviamente mi sono
avvicinato alla musica vera grazie a Thom.
Un angelo. Capace di far
volare chiunque. Enrico, Milano.
lifeinaglasshouse 22 agosto 2001
HANNO CHIUSO CON KILLER CARS ACUSTICA!!!!
Non ci potevo credere, lì, su quelle
gradinate, attorniato da persone rapite,
immolate a un dio della musica beffardo
che fa cantare un piccolo uomo impacciato
come un angelo...lì, su quegli spalti...avevo
già visto i radiohead svariate volte
(3 per l'esattezza) ma non avevano mai raggiunto
una perfezione così estatica...così
immortale...il gruppo per eccellenza...capaci
di campionare in diretta, di cantare canzoni
anni luce lontane da ora con una freschezza
incredibile, di fermare il tempo con dolcezza
e di riporre le paure in piccoli cassetti
lontani da noi. Non ero neanche stanco in
quella serata magica, dopo un viaggio in
macchina da Roma lungo sette ore, dopo aver
rischiato la morte sull'autostrada - un
tir ci è venuto addosso, grazie Mauro
se sono vivo -...lì, al fresco dell'arena,
con quel palco laggiù e quelle luci...le
luci dei radiohead sono come astronavi...e
vanno e vengono e tornano sempre...tornando
a casa la notte con mauro alla guida, annalisa
accanto a lui, valerio che dormiva dietro
accanto a me, la macchina di Pietro e Giuseppe
molto più avanti di noi e con Kid
A nello stereo, e con The Bends nello stereo,
e con My Iron Lung nello stereo, e con Airbag
nello stereo, e con Pablo Honey nello stereo
e con OK Computer nello stereo e con Amnesiac
nella mente.
intastella_burst 6
giugno 2001
mi
viene da piangere solo a leggere la recensione.
se poi
penso
che IO NON C'ERO...............