Certi
artisti hanno la straordinaria capacità di
colpirti al primo ascolto. I Kings Of Convenience
rientrano in questa stretta cerchia. Due ragazzi
provenienti da Bergen, Norvegia, che hanno scritto
dodici splendide canzoni, affidandole giusto alle
loro voci, alle loro chitarre, a qualche nota di
piano e violoncello e a poco altro. Si resta incantati
ad ascoltare questo loro secondo album, intitolato
programmaticamente "Quiet Is The New Loud".
Un titolo che calza alla perfezione a questi dolci
racconti in musica, in cui il volume è basso
e la strumentazione parca. L'aria che si respirra
in queste dodici tracce è la stessa dei dischi
di Nick Drake
o di Simon and Garfunkel o, per arrivare ai giorni
nostri, di Belle&Sebastian e Red House Painters.
Musica senza fronzoli, senza enfasi, senza alzare
la voce, senza scomporsi, acustica per lo più.
Spaccati esistenziali intrisi di malinconia e di
una magia tutta particolare. Come l'iniziale "Winning
A Battle, Losing A War", che già solo
nel titolo sa conquistare. Una canzone sospesa su
due chitarre acustiche e le voci dei due norvegesi
che si incrociano per disegnare stupende trame melodiche.
Un modo per raccontare le proprie sconfitte, per
esprimere la propria rabbia con grazia come nella
storia di un amore impossibile della dolcissima
"Toxic Girl".
E nei rimpianti della cristallina "Singing
Softly To Me", dall'andamento jazz, che mette
in risalto una splendida tromba. Musica che non
ha paura di far affiorare il silenzio, che sa distendersi
lievemente, "Parallel Lines", che sa raccontare
dolcemente il disagio, "Little Kids".
"Quiet Is The New Loud" è in definitiva
un disco classico, fatto di melodie sussurrate e
canzoni senza tempo, che scava con leggerezza nelle
nostre inquietudini e nei nostri sogni. Come dire
nella nostra vita. Un disco, in definitiva, di cui
innamorarsi.
1.
Winning a Battle, Losing a War
2. Toxic Girl
3. Singing Softly To Me
4. I Don't Know What I can Save You From
5. Failure
6. Weights Of My Words
7. The Girl From Back Then
8. Leaning Against The Wall
9. Little Kids
10. Summer On The West Hill
11. Passanger
12. Parallel Lines
I
commenti
Veronica 5aprile 2002 deliziosi
e sottili come il vento che soffia discreto
tra i
capelli di cui 'il pallido ragazzo dagli spessi
okkiali' non si cura nel
video di 'Failure'...
Andreas 4 aprile 2002 Un
album dallo scarsissimo peso specifico...se
ci sono due canzoni
decenti e' molto.Album modaiolo (nel senso
che tra due anni non lo citera'
piu nessuno)Un duo senza futuro.
Clandestino 1
aprile 2002 Il
disco non è malvagio, ma non è
molto riflessivo, rappresenta
bene la realtà giovanile nord europea,
infatti all'approccio moderato e
rassicurante dei brani non corrisponde, come
avviene invece nella musica
dub, una visione di un mondo nuovo, più
umano meno frenetico. Piuttosto i
toni sommessi e omogenei degli arrangiamenti
richiamano un'elite
superficiale, figlia dell'indifferenza e del
moralismo di tradizione
anglo-americana.
Gaia99
1
aprile 2002
Ho
ascoltato i Kings. Bravissimi! Ho provato
le stesse sensazioni
che provai ascoltando per la prima volta gli
Eagles. Grazie!
Mico
63 13 marzo 2002
Un
disco in cui si dimostra che la vera avanguardia
non può prescindere dalla classicità.
Bravi!
L'aura
19 novembre 2001
Li
ho potuti ascoltare dal vivo in un brevissimo
Show-Case
dedicato a pochissimi eletti prima della loro
esibizione al Brancaleone di
Roma. Due fanciulli efebici, contratti nella
loro timida magrezza,occhi
intensissimi, capelli scomposti come la loro
postura e mani sofferte che
sanno far vibrare le corde delle loro chitarre
in un solo profondo ed
omogeneo respiro in cui le Voci soffuse dei
loro intimissi dolori
trascorsi, rendono le creazioni musicali perfette
per un ascolto nel
Silenzio. La semplicità è il
Canto più denso e lieve per il sangue
di un
sensibile ascoltatore.(Mi auguro che possano
riscontrare un meritato
successo negli animi ancor prima che sul mercato).
L'aura
Sara
13 ottobre 2001
Mi
trovavo in un negozio di libri e di dischi...quando
sussurra alle mie orecchie,una dolcissima
melodia "Winning a batle, loosing the
war"...da quel momento mi sono innamorata
di loro.E' semplicemente un disco a dir poco
fantastico e incantevole. Decisamente controcorrente.
Lorienz 1 ottobre 2001 Un
disco che ti coinvolge grazie alle sue atmosfere
velate e
ti trasporta in un mondo armonico e pacato.
MI ha fatto passare 70 minuti di puro piacere..
paolopaosolito@hotmail.com
5 settembre 2001
una
sola: BELLISSIMO
stupendo mix di sonorità anni 70 adattate
a gusti del duemila
BiGSuR 2 marzo 2001
Scoperto
questo disco per caso in un periodo precedente
al recentissimo clamore che questa opera sta
riscontrando, sono rimasto folgorato dal tenue
romanticismo che è in grado di diffondere.
Un disco "tranquillamente emozionante"
consigliatissimo in tempi di caciare sanremesi...
Per ora il disco dell'anno...(per me ovviamente)
Il resto è tutto nell'ottima recensione!
Un
apio di aggettivi: riconciliante e disintossicante.