Il primo singolo di "Amnesiac"
ad uscire sul mercato è "Pyramid Song",
di cui viene anche girato un video (ritorno gradito,
questo, dopo i clip allucinati di "Kid
A"). Il brano è splendido, nella migliore
tradizione Radiohead,
seducente e malinconico, straziante e dolente, con
un testo appassionato e fragile, adagiato sul pianoforte,
prima dell'irrompere della batteria, caratteristica
questa delle canzoni del gruppo (basti pensare a
"Fake Plastic Trees" e a "Exit Music
for a film"). L'uso del pianoforte, da sempre
strumento amato da Yorke, si sta sempre facendo
più insistente con gli ultimi lavori, nei
quali spesso il cantante abbandona la chitarra per
sedersi davanti al pianoforte (o all'organo hammond).
La batteria apre invece il secondo brano, "The
Amazing Sounds of Orgy", che ricorda a tratti
alcune sonorità sperimentate negli anni '80
dai Depeche Mode, signori del pop elettronico inglese.
Un'atmosfera più vicina alle tematiche e
all'ideologia musicale di Bjork, con un basso regolare
e in primo piano, campionamenti movimentati e in
più una chitarra elettrica è invece
quanto trasmette "Trans-Atlantic Drawl",
che dopo il caos iniziale si blocca in uno stuolo
di tastiere e di organi che elevano il brano, rendendolo
quasi immateriale. Poca linearità, comunque,
rispetto al resto. Il tutto si conclude con l'incedere
elettronico di "Kinetic", angosciante
suite metropolitana, interamente campionata. A dimostrazione
che i Radiohead hanno ancora molto da dire, molto
da sperimentare, molto da regalare. Ad un pubblico
vasto ma consapevole.