Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

CHEMICAL BROTHERS
Push The Button (Virgin, 2005)
segnala questa recensione 
di Raffaele Meale scrivi un'email

Più va avanti l’avventura della coppia Simons/Rowlands più si ha l’impressione che la loro rotta di navigazione tenda a compiere giri ciclici intorno alla stessa asse. Anche in “Push the Button”, così come nel precedente mediocre “Come With Us” è possibile riscontrare ulteriormente l’infrangersi dello Tsunami sonoro rappresentato per il duo elettronico da “Surrender”, il lavoro che li lanciò nell’olimpo del commercio musicale contemporaneo.

I Chemical Brothers sembrano voler semplicemente ripercorrere le tracce (proprie e altrui) di un discorso musicale che ha oramai abbondantemente superato la soglia della contemporaneità e deve dunque essere letto finalmente come contesto storico. Non che ci sia nulla di male, qualsiasi genere si basa sull’utilizzo degli standard, ed è naturale che anche l’elettronica contemporanea si adatti a dover rileggere se stessa. Il problema è che in questa riscrittura manca completamente un tassello fondamentale per accaparrare l’interesse di un uditorio attento: la novità. Certo, Rowlands e Simons dimostrano una notevole classe (e un brano come “Come Inside”, con il suo groove travolgente ne è una dimostrazione palese) ma nelle loro undici composizioni non c’è praticamente nulla che si salvi dall’accusa di prevedibilità.

E se rispetto al disastro di “Come With Us” l’impianto sonoro appare meno scricchiolante e l’intero progetto prosegue per la sua strada in maniera decisamente più compatta, pur nell’intento dichiarato di toccare tutti i lidi sonori da sempre parte integrante del sound della band – il surrealismo psichedelico, la dance, la techno, il pop – è altrettanto vero che è impossibile premiare questo lavoro al di là del mero “compitino eseguito diligentemente”. E, venendo a mancare anche completamente l’autoironia – elemento essenziale ad esempio per i Daft Punk – si fa largo nella mente l’idea che il duo non sia neanche troppo cosciente della reiterazione strutturale delle sue composizioni. E episodi triti e ritriti come il singolo “Galvanize”, con il suo progredire arabeggiante, perdono anche qualsiasi valenza postmoderna; si è costretti a rifugiarsi nuovamente nel cono d’ombra della tecnica e della classe, ma a lungo andare – e un’ora di ascolto non è così breve a passare – questi pregi non riescono a supportare una mole debordante come quella messa in piedi per l’occasione.

Restano da elogiare dunque alcuni singoli casi: la trance ipnotica e vagamente lisergica di “Close Your Eyes” a cui collaborano i Magic Numbers e “Marvo Ging”, memoria stralunata e ondivaga rivissuta in rewind, l’imponente “Surface to Air” capace di passare da un sibilante minimalismo a un vero e proprio crescendo epico e la scatenata “The Boxer” cantata da Tim Burgess dove finalmente l’ironia trova spazio per poter dire la sua. Capitoli che, staccati dal contesto, riescono a rifulgere di luce propria: una rarità, per questo album. I Chemical Brothers restano due simpaticoni verso cui la critica ha usato all’epoca parole troppo osannanti. Non sono i salvatori di nessuna patria elettronica, sono semplicemente due uomini dotati di un certo ingegno e di non particolare creatività. I loro lavori restano sufficienti e a tratti divertenti, ma nulla di più: “Push the Button” è semplicemente la conferma di questo concetto.

collegamenti su MusiKàl!
Chemical Brothers - Come With Us
Chemical Brothers - Star Guitar (12")
Chemical Brothers - It Began In Afrika (12")
Daft Punk -
Human After All
Daft Punk
- Discovery



1° aprile 2005


Track list:

1. Galvanize
2. The Boxer
3. Believe
4. Hold Tight London
5. Come Inside
6. The Big Jump
7. Left Right
8. Close Your Eyes
9. Shake Break Bounce
10. Marvo Ging
11. Surface to Air



I commenti
   
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter