E' di fronte a personaggi come Steve Hamper (aka
Billy Childish) che si inizia a percepire l’intrinseca
inutilità di quello che si sta scrivendo
(forse dello scrivere recensioni in generale…).
Che cosa infatti possiamo noi aver il diritto
di dire in presenza di un uomo che ha inciso oltre
cento dischi, scritto due romanzi e trenta volumi
di poesie e dipinto più di duemila quadri,
nell’arco di una carriera che dura ormai da trent’anni?
Ben poco, verrebbe voglia di rispondere. Amatissimo
da gente come Beck,
PJ Harvey,
R.E.M. e Kurt Cobain, Billy Childish è
stato animatore e principale forza motrice di
numerosissime formazioni nel corso degli anni
(le più famose sono forse Milshakes, Mighty
Caesars, Headcoats e Buff Medways, ma per informazioni
più dettagliate si rimanda all’approfondito
articolo, con annessa intervista, che la rivista
“Blow up” ha dedicato a questo personaggio nel
numero 107 di aprile di quest’anno). Tutte formazioni
accomunate da una irriducibile e genuina vocazione
punk-garage e dalla costante presenza al loro
fianco di altrettanti gruppi spalla femminili
(titolari di una propria discografia!), composti
per lo più dalle fidanzate dei musicisti
(tra le altre ricordiamo almeno Delmonas e Headcotees).
Il nuovo progetto del cantautore inglese, dopo
l’interruzione delle attività dei Buff
Medways, vede coinvolti il batterista Wolf Howard
e l’attuale compagna di Billy, nonché bassista,
Buffet Nurse Julie. E come suona la musica di
Wild Billy Childish a trent’anni dalla sua originaria
scaturigine? Come se dopo Chuck Berry e Bo Diddley
non fosse successo assolutamente niente (ascoltate
“Dandylion Clock”). Per fortuna, verrebbe da aggiungere.
Perché in fondo la musica di Wild Billy
Chilish non smette di arrampicarsi cigolante e
arrugginita come un carretto su per qualche mulattiera
dissestata del punk e si ingrossa al volgere di
ogni accordo come una valanga di rifiuti rigorosamente
in bassa fedeltà che prende tutto dentro
di sé. Altro che Babyshambles… A Wild Billy
Childish basta una linea di chitarra contorta
come il tracciato infinito dei suoi splendidi
mustacchi per schizzare una squinternata e disturbante
ode funebre in onore di Joe Strummer (“Joe Strummer’s
grave”, per l’appunto), che suona quasi come un
passaggio di testimone o di irrevocabile autoinvestitura.
Ma quello di Wild Billy è una sorta di
sbraitante esercito della salvezza con tanto di
altissima uniforme graduata che brandisce chitarre
come fossero moschetti automatici, alla conquista
di territori immaginari che la tecnologia ottenebrante
non ha ancora fagocitato. Ascoltare “Date with
Dog” è come infilare la testa nella bocca
di un leone affamato e il bestiario subito continua
nel blues scondito di “Bugger The Buffs” (White
Stripes più dei White Stripes) o nel garage
bidimensionale e cubista di “So Unbeliavably Generous”.
Si fatica a distinguere o a separare una canzone
dall’altra: è un’unica scia di colore acido
che percorre infinite tele bianche e gualcite
messe in fila. Un lungo soliloquio mentale, trascritto
in pessima e sgrammaticata grafia punk. Qua e
là germogliano cori estatici e dementi
che rovesciano sulle trame di basso e chitarra
scarabocchi di matita colorata di scuola sixties:
tra Kinks, Troggs, Pretty Tinge e Electric Prunes
(del resto “ We 4 Beatles of Liverpool are”…).
Insomma: il magic bus non si ferma e continua
il suo magical mistery tour guidato dalla scalcinata
e singhiozzante lonely hearts club band di Wild
Billy mentre Lucy ci sorride alta nel cielo tra
i diamanti lungo il viale di un Waterloo Sunset…
collegamenti su MusiKàl!
Beck - le
recensioni
PJ Harvey - le
recensioni
R.E.M. - Around
The Sun
R.E.M. - Reveal
Nirvana - Nirvana
Nirvana - Nevermind
The Clash - London
Calling
White Stripes - Get
Behind Me Satan
White Stripes - Elephant
White Stripes - White
Blood Cells
Babyshambles - Down
In Albion